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Le 3 sfide della presidenza irlandese del Consiglio Ue in ambito difesa

Cos’è successo
Dal 1° luglio 2026 l’Irlanda ha assunto la Presidenza di turno del Consiglio dell’UE (fino al 31 dicembre), succedendo a Cipro. È l’ottava presidenza irlandese e si basa sul principio “Ní neart go cur le chéile – Strength with unity”. Le priorità ufficiali si articolano su tre pilastri interconnessi: competitività (prosperità e benessere), valori (difesa di democrazia, rule of law e diritti umani) e sicurezza (protezione dei cittadini e rafforzamento delle capacità di difesa europee).
Sul fronte competitività, Dublino punta a semplificazione normativa, completamento del mercato unico (One Europe, One Market Roadmap), transizione energetica, digitale e AI (Irlanda è tra i top 5 UE in innovazione), oltre a relazioni commerciali con USA, Svizzera, Asia e Medio Oriente. Sui valori e sulla sicurezza, l’agenda include sostegno continuo all’Ucraina, progressi sull’allargamento (Montenegro, Albania, Moldova, Ucraina), gestione dei conflitti in Medio Oriente e investimento nelle capacità di difesa europee. Priorità trasversale è facilitare un accordo tempestivo sul Multiannual Financial Framework 2028-2034, bilanciando nuove sfide e politiche storiche (PAC e Coesione). L’Irlanda si presenta come “presidenza di azione e risultati”, consapevole del contesto globale instabile e della necessità di rafforzare l’unità europea.
Perché conta
In un momento di tensioni geopolitiche elevate (guerra in Ucraina, competizione con Cina, pressioni commerciali e di sicurezza), la Presidenza irlandese cerca di bilanciare crescita economica, coesione valoriale e autonomia strategica, sfruttando la reputazione di Dublino come paese piccolo ma pragmatico e pro-europeo.
- La spinta per l’UE è passare da retorica a risultati concreti su competitività e difesa, mentre si gestisce il delicato equilibrio tra allargamento e solidità di bilancio;
- Al centro vengono messi risultati e unità, cercando di superare frammentazioni interne su mercato unico, semplificazione e capacità di difesa, in un’Europa che deve dimostrare di poter agire nonostante le divisioni.
Adesso
- Nei prossimi mesi Dublino cercherà progressi legislativi su semplificazione, digitale e mercato unico, mentre negozia intensamente sul MFF 2028-34 e sull’allargamento;
- L’Irlanda dovrà bilanciare la propria tradizione di neutralità con le crescenti richieste di rafforzamento della difesa europea e di sostegno all’Ucraina, mantenendo dialogo con partner come USA e UK. Il tema difesa è particolarmente critico perché l'Irlanda ha una delle spese più basse d'Europa e non ha praticamente né una forza aerea né una forza navale;
- Se riuscirà a consegnare risultati tangibili, la presidenza potrà rafforzare il ruolo dei piccoli Stati membri e dare slancio a un’Europa più competitiva e resiliente; in caso contrario, rischia di lasciare dossier aperti a Lituania e Grecia.