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Lavoro 2030: più posti, meno competenze giuste
Cosa è successo?
Il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum indica una trasformazione profonda del mercato del lavoro globale entro il 2030. Il 22% dei posti attuali sarà creato o distrutto: 170 milioni di nuovi impieghi contro 92 milioni persi, con un saldo netto di +78 milioni (+7%). La tecnologia è il driver principale: AI, data e software creano milioni di posti ma ne sostituiscono altri, mentre automazione e robotica restano il primo fattore di distruzione netta. In parallelo, transizione verde e invecchiamento spingono sanità, assistenza e professioni ambientali.
Perché è importante?
Il nodo non è solo quantitativo ma di competenze. Entro il 2030 il 39% delle skill attuali diventerà obsoleto; 6 lavoratori su 10 avranno bisogno di formazione e per 1 su 10 non è previsto alcun percorso. Il 63% delle imprese segnala il mismatch di competenze come principale freno alla crescita. Geopolitica e frammentazione rafforzano la domanda di sicurezza (cyber e fisica) ma riducono l’efficienza delle catene globali. Per Europa e Italia il rischio è perdere lavori sostituiti dall’AI senza attrarre quelli ad alto valore.
E adesso?
La priorità è accelerare upskilling e reskilling mirati (AI, data, cyber, ma anche pensiero analitico e leadership), allineare formazione e imprese e investire in energia e infrastrutture per trattenere attività ad alta produttività. Senza un salto rapido sulle competenze, la crescita occupazionale rischia di non tradursi in crescita economica.