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Lagarde in audizione ECON: divario tra inflazione reale e percepita e policy data-dependent
Cosa è successo?
In audizione presso la commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo, la presidente della BCE Christine Lagarde ha sottolineato che, pur in calo, l’inflazione continua a essere percepita dai cittadini come più elevata rispetto ai dati ufficiali, con uno scarto medio di circa 1,2 punti percentuali. Questo “inflation perception gap” incide su consumi, risparmi e richieste salariali, influenzando l’andamento macroeconomico. Lagarde ha inoltre evidenziato che, con l’inflazione inferiore alla crescita dei salari nominali, le retribuzioni reali hanno recuperato e superano in media i livelli di inizio 2021; la dinamica salariale dovrebbe tuttavia rallentare verso il 3% nel medio periodo.
Perché è importante?
Il divario tra inflazione rilevata e percepita non è solo statistico: condiziona aspettative e fiducia, elementi chiave per la stabilità dei prezzi. In parallelo, il recupero dei salari reali può sostenere la domanda interna, ma richiede monitoraggio per evitare effetti di secondo impatto sull’inflazione. La BCE conferma l’obiettivo del 2% nel medio termine e ribadisce un approccio data-dependent, con tassi invariati nell’ultima riunione e nessun impegno su un percorso prestabilito.
E adesso?
Le prossime decisioni dipenderanno dalle prospettive d’inflazione, dall’andamento dell’inflazione di fondo e dall’efficacia della trasmissione della politica monetaria. Centrale sarà la gestione delle aspettative, anche attraverso la comunicazione, per ancorare la fiducia e consolidare il rientro verso il target del 2% in un contesto di crescita salariale in normalizzazione.