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La Thailandia assicura 30 milioni di abitazioni contro i disastri naturali, piano da 467 milioni di dollari

Cos’è successo
Da oggi, 1° ottobre, è operativo in Thailandia un nuovo schema assicurativo finanziato dallo Stato che copre circa 30 milioni di abitazioni contro alluvioni, tempeste di vento e terremoti. Il programma, approvato dal Governo il 1° settembre e confermato dal Gabinetto il 17 settembre, ha un budget annuo di 15,5 miliardi di baht (circa 467 milioni di dollari). Le famiglie colpite da danni da alluvione riceveranno un primo indennizzo di 10.000 baht, quelle colpite da tempeste o terremoti 5.000 baht, entro 15 giorni dall'evento. Il risarcimento totale è limitato a 100.000 baht per abitazione per ciascun disastro, mentre un decesso legato al disastro dà diritto a 2 milioni di baht.
Il programma arriva pochi giorni dopo un'emergenza alluvionale a Bangkok, ed è gestito congiuntamente dal Dipartimento per la Prevenzione e Mitigazione dei Disastri, dal Ministero delle Finanze, dall'Office of Insurance Commission e dalla Thai General Insurance Association.
Perché conta
- Lo schema punta esplicitamente a spostare parte del costo crescente dei disastri naturali dallo Stato al settore assicurativo privato: oggi la Thailandia spende almeno 30 miliardi di baht l'anno per risarcire le famiglie colpite da calamità, e il nuovo programma dovrebbe generare una copertura totale di circa 75 miliardi di baht l'anno, con la differenza rispetto ai 15,5 miliardi pubblici coperta dalle compagnie assicurative;
- Il precedente più rilevante per il mercato assicurativo è quello delle alluvioni del 2011: secondo Swiss Re, le perdite assicurate avevano raggiunto 15 miliardi di dollari contro perdite economiche totali di 46 miliardi — un enorme protection gap che aveva esposto quanto poco fosse coperto il rischio alluvionale del Paese;
- Il nuovo schema copre solo le proprietà residenziali: per il settore commerciale (imprese, filiere produttive, manifatturiero), le criticità emerse nel 2011 — in particolare i periodi di indennizzo per interruzione di attività spesso limitati a 30 giorni, mentre le acque in alcune aree erano rimaste per oltre 90 giorni — restano un nodo aperto e non affrontato da questa misura.
Adesso
- Il 30 settembre, alla vigilia del lancio, il viceministro dell'Interno Jeseth Thaiseth ha presieduto un briefing per garantire che le province, Bangkok e le agenzie coinvolte condividessero una comprensione chiara e uniforme di criteri, linee guida e procedure operative — segno che l'implementazione a questa scala resta una sfida logistica significativa;
- Alcuni osservatori e cittadini hanno già espresso perplessità sulla complessità delle procedure di richiesta danni, temendo che possano rallentare l'accesso ai fondi proprio nei momenti di maggiore urgenza per le famiglie colpite;
- Il vero banco di prova arriverà alla prima emergenza di rilievo dopo il lancio: la Thailandia ha già vissuto quest'estate nuove alluvioni nella regione settentrionale (3 morti, circa 25.000 residenti colpiti ad agosto) e un'emergenza a Bangkok proprio nei giorni immediatamente precedenti all'avvio del programma.