News & BusinessPolitica Internazionale
La strategia Usa sulla sanzioni manda all'incasso Russia e Iran: +290 milioni
Cosa è successo
L'11 aprile scade la licenza generale che autorizza la Russia a vendere il petrolio caricato sulle petroliere fino al 12 marzo. Poco più di una settimana dopo, il 19 aprile, scadrà una licenza analoga per l'Iran. Le due licenze erano state concesse dagli stessi Stati Uniti che avevano imposto le sanzioni, con l'obiettivo di limitare i danni al mercato e alla disponibilità di greggio provocati dalla crisi di Hormuz.
Perché è importante
La necessità di alleggerire le sanzioni a due avversari dichiarati come Iran — con cui gli Stati Uniti sono in guerra — e Russia — in guerra con un Paese alleato di Washington — misura quanto avventata e priva di strategia sia stata, almeno fino a questo momento, la scelta di attaccare Teheran.
Secondo un'analisi di Atlantic Council, i risultati dell'alleggerimento si sono rivelati un fallimento su entrambi i fronti: i prezzi del greggio sono rimasti elevati, mentre i regimi di Mosca e Teheran hanno incassato entrate straordinarie — stimate rispettivamente in 150 e 139 milioni di dollari.
E adesso?
Secondo Atlantic Council, l'alleggerimento delle sanzioni non si è limitato a rivelarsi inefficace: ha anche indebolito lo strumento stesso, dimostrando che le sanzioni faticano a reggere sotto pressione, proprio quando dovrebbero essere più solide.
La proposta del think tank americano è di passare a meccanismi di controllo più stringenti: ripristinare il price cap sul petrolio russo e introdurre conti di deposito a garanzia (escrow accounts) per l'Iran, così da limitare l'accesso alla valuta pregiata senza interrompere il flusso di approvvigionamento.