News & BusinessAssicurazioni
La spesa sanitaria pubblica italiana scende al 6,2% del PIL, un divario da 36 mld rispetto alla media europea che apre alla sanità integrativa

Cos’è successo
La Fondazione GIMBE ha pubblicato il 2 settembre 2026 un'analisi sulla spesa sanitaria pubblica italiana, basata sui dati OECD Health Statistics aggiornati al 17 luglio 2026, in vista del confronto sulla Legge di Bilancio 2027. Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si è attestata al 6,2% del PIL, in calo rispetto al 6,3% del 2024 e nettamente inferiore sia alla media OCSE sia a quella dei paesi europei dell'area OCSE, entrambe al 7,1%. In termini di spesa pro-capite, pari a 3.952 dollari, l'Italia si colloca al 15° posto su 27 paesi europei dell'area OCSE e all'ultimo posto tra i paesi del G7.
Perché conta
- Il divario di spesa pro-capite rispetto alla media europea raggiunge 1.013 dollari a parità di potere d'acquisto, pari a circa 612 euro per abitante: rapportato ai quasi 59 milioni di residenti italiani, il gap complessivo sfiora 36,1 miliardi di euro l'anno, una cifra che quantifica la scala del sottofinanziamento strutturale del sistema sanitario nazionale;
- Nel 2024, quasi un cittadino italiano su dieci, 5,8 milioni di persone, ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria di cui aveva bisogno, un dato che segnala una domanda di salute insoddisfatta dal sistema pubblico e potenzialmente intercettabile da soluzioni assicurative sanitarie integrative e servizi sanitari privati;
- Il Country Report 2026 della Commissione Europea collega per la prima volta le criticità del SSN non solo alla tutela della salute, ma anche a equità sociale e produttività del paese, mentre il Consiglio UE ha adottato il 10 luglio 2026 una raccomandazione formale affinché l'Italia garantisca un accesso più tempestivo a cure economicamente accessibili, un segnale di attenzione europea crescente sul tema.
Adesso
- Il presidente GIMBE Nino Cartabellotta descrive il sottofinanziamento pubblico della sanità come una criticità strutturale che ha indebolito il SSN e compromesso l'esigibilità di un diritto fondamentale, un giudizio che alimenta il dibattito politico in vista della prossima Legge di Bilancio;
- Resta ancora priva di rendicontazione pubblica documentata la riforma dell'assistenza territoriale finanziata dal PNRR, con scadenza fissata al 30 giugno 2026 già superata di due mesi al momento della pubblicazione dell'analisi, un ritardo che aggiunge incertezza sulle prospettive di miglioramento strutturale del sistema nel breve periodo;
- Per il settore assicurativo, il crescente divario tra bisogni di salute e capacità di risposta del sistema pubblico rappresenta un'area di domanda potenziale per polizze sanitarie integrative e servizi di welfare aziendale, un tema che si aggiunge alle pressioni demografiche di lungo periodo già segnalate dalle previsioni Istat sull'invecchiamento della popolazione italiana pubblicate la settimana precedente.
Fonte: https://trendsanita.it/spesa-sanitaria-pubblica-nel-2025/