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La Russia testa il supermissile nucleare Burevestnik con un volo record da 14.000 chilometri

Cos’è successo
Un test missilistico della Russia sopra il Circolo polare artico segna una svolta nella tecnologia militare globale. Il presidente Vladimir Putin ha annunciato il successo del Burevestnik (noto alla Nato come Skyfall), un missile da crociera dotato di un piccolo reattore nucleare interno. Secondo un'analisi pubblicata da due ricercatori del Massachusetts Institute of Technology, citata dalla radio pubblica americana Npr, l'esperimento rappresenta la prima volta in assoluto in cui un vettore a propulsione atomica riesce effettivamente a volare.
Gli esperti avvertono che il sistema, concepito come un'arma subsonica e non supersonica come si pensava inizialmente, rilascia emissioni radioattive direttamente nell'atmosfera durante il tragitto, sollevando enormi rischi ambientali e sanitari per chiunque si trovi lungo la sua traiettoria. Questo lo rende pericoloso su più fronti. Il Burevestnik è un'arma pensata per essere “doppiamente nucleare”: ha un motore a propulsione nucleare e trasporta una testata da guerra nucleare.
Perché conta
L'eccezionalità del test risiede nelle specifiche tecniche, ma anche storiche del missile:
- Il Burevestnik ha completato un volo continuo di 14.000 chilometri restando sospeso in aria per ben 15 ore;
- La propulsione atomica permette teoricamente al vettore un'autonomia quasi illimitata, ereditando concetti sperimentati senza successo da Usa e Unione Sovietica durante la Guerra Fredda;
- Il design subsonico evidenziato dal Mit smentisce l'ipotesi di uno reattore supersonico, confermando l'utilizzo di una tecnologia reattoristica del tutto inedita e ad altissimo rischio di contaminazione.
Adesso
L'introduzione di questa tecnologia altera profondamente gli equilibri geopolitici internazionali:
- Il successo tecnologico di Mosca mette in discussione l'attuale architettura di difesa antimissile degli Usa, spingendo Washington a investire massicciamente nello sviluppo di nuove contromisure spaziali e sistemi di intercettazione satellitare;
- La fine dei vecchi trattati di controllo degli armamenti nucleari come il New Start rischia di lasciare questi nuovi vettori privi di regolamentazione, innescando una seconda corsa globale al riarmo strategico, alimentata dall’attuale incertezza geopolitica;
- Lo scenario futuro si sposta verso una deterrenza ibrida e asimmetrica, spingendo le grandi potenze a ridisegnare i confini della sicurezza collettiva e della stabilità nucleare.