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La Russia acquista dalla Cina il 30% dei macchinari per il nuovo impianto dei lanciatori della costellazione satellitare militare, incluse tecnologie vietate dalle sanzioni Ue

Cos’è successo
Dallas Analytics ha pubblicato documenti interni del Khrunichev Centre (principale costruttore russo di razzi spaziali) che rivelano i piani per aumentare drasticamente la produzione del lanciatore Angara, usato esclusivamente per mettere in orbita satelliti militari del Ministero della Difesa russo. L’obiettivo, secondo questi piani, è “4+4”: raggiungere la produzione annuale di 4 Angara-1.2 leggeri e 4 Angara-A5/A5M pesanti (dagli attuali circa 1 veicolo/anno).
Poiché le fabbriche esistenti sono obsolete (osserverebbero fino al 90% di usura, e impiegherebbero macchinari con oltre 50 anni), Mosca sta investendo miliardi di rubli in un nuovo complesso produttivo a Omsk. La prima fase costa circa 17,5 miliardi di rubli (circa $220 milioni). L'impianto dovrebbe ospitare macchinari avanzati, un terzo dei quali sarebbero di origine cinese, inclusi tipi di presse e sistemi di lavorazione formalmente vietati all’export verso la Russia dalle sanzioni UE.
Perché conta
L’Angara è l’unico lanciatore russo dedicato a missioni militari (satelliti di comunicazione, ricognizione e potenziali test anti-satellite). Senza di esso la Russia non riesce a mantenere e ampliare la propria costellazione militare in orbita.
- La dipendenza da macchinari cinesi (quasi un terzo del core tecnologico del nuovo stabilimento) mostra quanto le sanzioni occidentali stiano ri-orientando la Russia: non ne hanno bloccato la modernizzazione militare, ne hanno accentuato la dipendenza dalla Cina;
- Le stesse aziende cinesi che armano la produzione russa di razzi militari vendono legalmente gli stessi macchinari in Europa e Stati Uniti.
Adesso
- Nei prossimi mesi Mosca cercherà di completare la prima fase dello stabilimento di Omsk e di far partire i sussidi statali necessari a rendere sostenibile un programma attualmente in perdita (circa 3 miliardi di rubli/anno);
- L’Occidente dovrà decidere se rafforzare i controlli sulle esportazioni di macchine utensili ad alta tecnologia verso la Cina e sui possibili re-export, oppure accettare che la modernizzazione della flotta di lanciatori militari russi proceda grazie a forniture cinesi;
- Sul medio termine (2027-2030) il successo del piano “4+4” determinerà quanto rapidamente la Russia potrà aumentare il numero di satelliti militari in orbita. Se l’espansione andrà a buon fine, Pechino avrà ulteriormente consolidato il proprio ruolo di fornitore critico della base industriale militare russa, riducendo l’efficacia delle sanzioni occidentali nel dominio spaziale.