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La guerra in Iran sta svuotando gli arsenali Usa

2 min di lettura

Cosa è successo

Secondo un'analisi del Payne Institute of Public Policy in Colorado, la guerra in Iran starebbe mettendo a dura prova la capacità militare Usa, perché starebbe svuotando i suoi arsenali con velocità superiore a quella con la quale le scorte possono essere ripristinate dalle aziende militari americane.

Perché è importante

Perché un quadro di complessivo depauperamento delle scorte americane renderebbe il peso politico stesso degli Usa meno influente. Senza ampie scorte militari il potere di deterrenza degli Stati Uniti e della stessa NATO si ridurrebbe. Non solo, ma senza ampie scorte Usa, l’ipotesi di un intervento americano a difesa di Taiwan nel caso di un'aggressione cinese all’isola si farebbe meno credibile e determinante. Il depauperamento dell’arsenale statunitense potrebbe influire molto anche sugli esiti della guerra in Ucraina, dal momento che buona parte delle difese di Kiev arrivano proprio dai rifornimenti Usa. Inoltre, e non è un dato da poco, non sappiamo quanto e come la guerra in Iran proseguirà. L’ipotesi che proceda a lungo, pone, per quanto paradossale possa sembrare, gli Usa in una posizione di debolezza, dal momento che l’Iran riesce a costruire le sue armi con relativa semplicità e con poco prezzo, mentre le linee di approvvigionamento USA sono lunghe e complesse, e dunque costose (si stima che in queste settimane la spesa americana sia stata di circa 26 miliardi di dollari).

E adesso?

Non sappiamo come evolverà lo scenario. Sembra - ma la situazione non è chiara - che si sia aperto un tavolo di trattativa. Quel che è ipotizzabile è che Donald Trump possa dichiarare vittoria (qualunque cosa questo significhi, in un quadro nel quale il regime non è caduto) e ritirarsi dall’area, in cambio della riapertura dello stretto di Hormuz. Questo però potrebbe essere un esito che potrebbe soddisfare sia gli Stati Uniti che l’Iran, ma non Israele che, invece, è da sempre il più sincero sponsor dell’operazione e che vuole la caduta del regime, specie in vista delle elezioni del prossimo autunno.

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