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La Germania vuole produrre Tomahawk, Patriot e componenti degli F-35 su licenza Usa per colmare i vuoti dei prossimi 10-15 anni

Cos’è successo
Il 1° luglio il Ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha dichiarato apertamente che la Germania vuole produrre armi e componenti statunitensi sul proprio territorio, anche sotto licenza. Tra i sistemi citati ci sono missili da crociera Tomahawk, intercettori Patriot PAC-3 e parti legate al programma F-35. La dichiarazione è arrivata durante una conferenza stampa congiunta con il Cancelliere Friedrich Merz e il Segretario Generale NATO Mark Rutte.
Pistorius ha riconosciuto l’apparente contraddizione con l’obiettivo europeo di ridurre la dipendenza da Washington, ma ha sottolineato che “nessuno ha mai detto che più indipendenza significhi usare solo sistemi puramente europei”. La Germania ha bisogno di capacità che non possiede o non riesce a produrre abbastanza velocemente, soprattutto nei prossimi 10-15 anni, mentre la produzione europea resta limitata. Merz ha inquadrato la mossa come parte di un riequilibrio NATO: più responsabilità europea senza rompere il legame transatlantico.
Perché conta
La Germania, leader europeo nel riarmo, sembra propendere per un approccio pragmatico: accelera l’acquisizione di capacità critiche acquistando e producendo tecnologia USA invece di aspettare programmi europei caratterizzati da lentezza burocratica e incertezza tecnologica.
- L'iniziativa cerca di rafforzare più velocemente gli sforzi di deterrenza tedesca e NATO contro la Russia, riducendo i tempi di consegna e creando posti di lavoro ad alto valore aggiunto in Germania (es. produzione di componenti F-35 o Patriot);
- Segna però una tensione interna all’Europa: mentre alcuni Paesi spingono per sovranità tecnologica totale, Berlino mantiene un forte legame industriale con gli USA, bilanciando autonomia e interdipendenza transatlantica.
Adesso
- Nei prossimi mesi Berlino avvierà negoziati concreti con Washington per accordi di licenza produttiva su Tomahawk, Patriot e altri sistemi, con l’obiettivo di siglare intese prima o durante il summit NATO di Ankara;
- Il governo Merz dovrà gestire le critiche interne (soprattutto dai Verdi e dalla sinistra) e coordinarsi con partner europei per evitare accuse di “subordinazione” agli USA, mentre Rheinmetall e altre industrie tedesche si preparano a espandere linee produttive;
- Sul medio termine questa strategia ibrida potrebbe rafforzare notevolmente la Bundeswehr e la resilienza industriale tedesca, ma rischia di rallentare progetti europei puramente continentali.