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La Francia si allea col leader mondiale turco dei droni armati, esportati in 39 Paesi

Cos’è successo
Il gruppo francese Safran ha annunciato un 'partenariato strategico' con il colosso turco Baykar, produttore dei famosi droni Bayraktar TB2 e Akıncı. L’accordo, siglato nei giorni scorsi e reso noto il 13 maggio 2026, prevede collaborazione nello sviluppo e integrazione di sistemi optronici, sensori e avionica avanzata per i velivoli senza pilota di Baykar.
Si tratta di un passo concreto di un grande player europeo tradizionale verso un produttore extra-UE leader nel segmento dei droni MALE (medium-altitude, long-endurance) e da combattimento. L’intesa arriva mentre l’Europa accelera gli investimenti nel settore drone, ma continua a mostrare approcci molto diversi tra Paesi.
Perché conta
I droni stanno ridisegnando il campo di battaglia – come dimostrato dalle esercitazioni Nato di Estonia e Gotland – ma l’Europa sta rispondendo con due approcci paralleli e non coordinati: chi scommette sulle startup e chi stringe partnership dirette con fornitori extra-europei.
- Da un lato Paesi come Germania, Svezia e in parte UK puntano su startup “europee pure” (Helsing, Quantum Systems, Stark) per mantenere sovranità tecnologica e sviluppare soluzioni native; dall’altro Francia, Polonia e diversi Stati dell’Est si orientano verso cooperazioni concrete con Turchia (Baykar), Ucraina (droni FPV e long-range) o Stati Uniti (Anduril, Shield AI);
- Il caso Safran-Bayraktar (ma anche Leonardo-Bayraktar) è emblematico del secondo approccio: un gigante europeo tradizionale cerca velocità e know-how maturo presso un produttore che ha già venduto centinaia di droni in combattimento reale, bypassando i tempi lunghi delle joint venture intra-europee;
- Importante evidenziare che la scelta francese segue la decisione di alcune settimane fa sempre da parte di Parigi di uscire dal programma europeo EuroMALE.
Adesso
- La Turchia si conferma attore sempre più centrale nella sicurezza europea: con Bayraktar, TAI e altri player sta diventando fornitore di riferimento per droni a medio e alto costo, posizionandosi come alternativa “affidabile” per molti Paesi Nato;
- Le cooperazioni tra Turchia e Paesi europei hanno una valenza anche geopolitica: con il Medio Oriente intabile e gli Stati Uniti ambivalenti, alcuni Paesi possono voler cooperare con Ankara per creare le basi di intese più ampie che includano anche la Libia, la Siria, il Libano, Iraq e Iran, ma anche la costa orientale dell'Africa, dove la Turchia è da anni molto attiva;
- Più fornitori significano maggiore sicurezza della supply-chain e minore rischio di interruzioni, ma impediscono quel consolidamento europeo che molti invocano per competere davvero con USA e Cina su scala industriale. L’Europa dovrà gestire una competizione aperta tra il modello “startup agili” e quello “cooperazioni internazionali".