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La Francia perde oltre 1 mld di euro di finanziamenti per la difesa a causa del suo veto contro il Regno Unito sul fondo Safe

Cos’è successo
Il tentativo della Francia di blindare l'industria militare continentale escludendo i partner esterni si è trasformato in un boomerang finanziario per la stessa Parigi. Secondo quanto riporta il Financial Times, il governo francese aveva richiesto 16,2 miliardi di euro a valere su Safe, il fondo della Ue da 150 miliardi destinato a finanziare il riarmo europeo con prestiti a basso costo (garantiti dal rating tripla A della Commissione). Tuttavia, Bruxelles ha autorizzato soltanto 15,1 miliardi di euro. Il taglio di oltre un miliardo è legato al fatto che diversi progetti congiunti franco-britannici non hanno superato i severissimi criteri di eleggibilità che impongono che il 65%del valore dei prodotti provenga dal mercato unico o dall'Ucraina. Ù
Questa parziale bocciatura mette a nudo una delle contraddizioni dell’Ue, divisa tra l'ambizione politica di un'autonomia strategica nei confronti di Russia e Stati Uniti e la realtà industriale di una catena del valore che dipende ancora fortemente dalle competenze e dalle partnership storiche con il Regno Unito, uscito dall’Unione ormai più di dieci anni fa.
Perché conta
I dettagli industriali e finanziari della vicenda evidenziano il divario tra le strategie geopolitiche e le reali capacità produttive delle aziende.
- Parigi ha visto tagliare i propri fondi poiché i veti anti-Brexit hanno colpito programmi chiave come quelli del consorzio missilistico Mbda che produce i vettori a lungo raggio Storm Shadow, usati in Ucraina;
- Le aziende della difesa come Thales e la stessa Mbda avevano fatto pressioni per includere il Regno Unito evidenziando come i programmi d'arma più avanzati della Ue non possano fare a meno delle forniture di Londra;
- Il fondo Safe era nato per stimolare l'industria bellica continentale a fronte del disimpegno americano ma si scontra con il dato per cui due terzi dei contratti militari della Ue sono ancora appaltati a produttori degli Stati Uniti.
Adesso
- A livello internazionale gli Stati Uniti hanno criticato l’atteggiamento protezionistico dell’Ue, con l'ambasciatore presso la Nato che ha avvertito del rischio di isolare alleati chiave come la Turchia proprio mentre si punta al traguardo di una spesa militare pari al 5% del Pil entro il 2035, oggetto del summit di Ankara di questa settimana;
- Sul piano europeo la Commissione si prepara a rimettere al bando in autunno circa 18 miliardi di euro di prestiti rimasti inutilizzati a causa dello scarso interesse di paesi come la Germania, che avendo bassi costi di rifinanziamento sul mercato non traggono benefici dai prestiti comuni;
- L'Italia ha scelto di richiedere una quota di prestiti Safe inferiore rispetto alle proprie disponibilità a causa della diffidenza verso l'accumulo di nuovo debito pubblico da spendere nel settore della difesa