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La crisi di Ceuta contrappone la Spagna e 22 Paesi Ue in vista del vertice d'emergenza sui migranti

Cos’è successo
Ventidue leader Ue, tra cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la premier italiana Giorgia Meloni, hanno firmato una lettera che accusa il governo spagnolo di Pedro Sánchez di aver minato la sicurezza delle frontiere dell'Unione, dopo l'arrivo di circa 50mila migranti irregolari dal Marocco nell'exclave di Ceuta, che ha fatto molto discutere a partire dalla mattinata di venerdì, 31 luglio.
Sánchez ha reagito duramente, definendo la posizione dei partner europei "egoista" e "illegale", pur essendo la quasi totalità dei migranti già rientrata in Marocco senza che nessuno abbia raggiunto il territorio continentale Ue. La situazione, sebbene l’emergenza sia in fase di gestione, resta altamente incerta e lo scontro politico non sembra destinato a placarsi nel breve termine.
Perché conta
- I firmatari puntano il dito contro la sanatoria spagnola per un totale 1,2 milioni di migranti irregolari, definita un "fattore di richiamo" che avrebbe favorito la crisi, e chiedono coordinamento Ue su politiche come questa;
- Madrid respinge l'accusa, spiegando che il programma richiede la prova di residenza in Spagna prima del 1° gennaio 2026 e 5 mesi di permanenza, con scadenza delle domande già a giugno, condizioni che escluderebbero chiunque sia entrato illegalmente a Ceuta;
- I 22 leader si dicono comunque pronti a rafforzare o reintrodurre controlli temporanei alle frontiere interne, mentre l'Italia ha già limitato la libera circolazione dalla Spagna verso i propri porti e aeroporti e la Francia ha intensificato i controlli al confine.
Adesso
- Sul piano europeo, i firmatari hanno chiesto una videoconferenza dei ministri dell'Interno, e l'Irlanda, alla presidenza del Consiglio Ue, ha convocato per domani 4 agosto una riunione del Consiglio Affari Giustizia e Interni per discutere l'emergenza di Ceuta;
- Sánchez, nella sua lettera a Von der Leyen, Costa e al premier irlandese Martin, difende la Spagna citando dati secondo cui il Paese avrebbe registrato la metà degli ingressi irregolari dell'Italia tra il 2021 e il 2026, e paragona la vicenda al tentativo bielorusso del 2021 di usare i migranti contro Polonia e Baltici;
- Il fronte anti-Sánchez unisce insolitamente destra e centrosinistra, dalla ministra finlandese Mari Rantanen alla premier danese socialdemocratica Mette Frederiksen, mentre il Portogallo, pur non tra i firmatari, sostiene la convocazione del vertice di emergenza.