Policy News
La Commissione Ue seleziona 5 progetti italiani nell'ambito della legge Ue sulle materie prime critiche per estrazione e riciclo
2 min di lettura

Cos’è successo
La Commissione europea ha selezionato altri 46 progetti sulle materie prime critiche nell’ambito del Critical Raw Materials Act, la legge che fissa per il 2030 degli obiettivi minimi interni di estrazione (10%), lavorazione (40%) e riciclo (25%) delle materie prime strategiche rispetto al fabbisogno annuo dell’Unione europea.
Di questi 46 progetti, cinque sono in Italia. La Germania è il Paese membro che se ne è assicurata il maggior numero, otto. Seguono Francia e Finlandia con cinque ciascuna, e i Paesi Bassi con quattro.
Perché conta
- Il Critical Raw Materials Act si prefigge di rafforzare le filiere industriali dell’Unione europea e di ridurre la dipendenza dall’estero – oggi fortissima – per gli approvvigionamenti dei materiali necessari ai settori della difesa, dell’elettronica e dell’energia pulita;
- Dei 46 progetti selezionati dalla Commissione, la maggior parte (19) sono dedicati al riciclo. Quelli relativi all’estrazione delle risorse sono otto, come otto sono quelli focalizzati sulla fase di lavorazione dei materiali. Altre 11 iniziative, invece, integrano le tre attività;
- I progetti in questione potranno beneficiare di procedure autorizzative semplificate e di un accesso più facile ai finanziamenti, anche da parte della Banca europea per gli investimenti.
Adesso
- I cinque progetti italiani sono CRM4 Defence di Leonardo, dedicato al recupero degli scarti metallici (in particolare titanio, alluminio e magnesio) generati dai suoi siti produttivi; Rew-ITA green HUB di OMCD Tek Hub per il riciclo del tungsteno; 9PV-up di 9-Tech per il recupero di rame, alluminio, argento, silicio e vetro dai pannelli solari esausti; PureGraph di Alkeemia per la lavorazione della grafite; ReSuPLIR di ItalRecycling per il recupero e la raffinazione di metalli del gruppo del platino;
- A marzo 2025 la Commissione aveva già selezionato 47 progetti nell’ambito del Critical Raw Materials Act, di cui quattro in Italia: Solvay per il riciclo del platino, Itelyum per il recupero delle terre rare dai magneti, Circular Materials per l’estrazione di metalli dalle acque industriali e Glencore per il recupero di litio dalle batterie esauste;
- L’area industriale di Porto Marghera, vicino Venezia, potrebbe inoltre ospitare un deposito di materie prime critiche. A giugno il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha visitato il sito in compagnia di Stéphane Séjourné, vicepresidente per la strategia industriale della Commissione europea.