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La Commissione Europea apre un'indagine contro Shein per infrazione del DSA
Cosa è successo?
L’Antitrust della Commissione Europea ha avviato il 17 febbraio un procedimento formale contro Shein ai sensi del Digital Services Act (DSA), contestando un algoritmo che “crea dipendenza” e la vendita di prodotti illegali tra cui CSAM (Child Sexual Abuse Material).
Tra le righe, il focus dell’inchiesta:
- L'indagine e’ una delle prime che utilizza il Digital Services Act, finora utilizzato solo per piattaforme social, per regolamentare un marketplace.
- Si concentra su un design stile casino’ di ricompense, punti e premi dato in cambio all’engagement continuo degli utenti.
- Shein non avrebbe garantito la trasparenza degli algoritmi di raccomandazione, obbligatoria per le grandi piattaforme (VLOP).
- Bruxelles contesta anche la presenza di materiale illegale e pericoloso in vendita sulla piattaforma, inclusi giocattoli sessuali che simulano minori (es. bambole sessuali childlike).
Perché è importante?
Questa mossa segna l'evoluzione del Digital Services Act (DSA) da quadro normativo a strumento di enforcement centrale. Il DSA obbliga le piattaforme con oltre 45 milioni di utenti (VLOP) a una sorveglianza rigorosa dove l’onere si sposta su queste piattaforme. Il segnale inviato a dicembre 2025 con la multa da 120 milioni di euro a X conferma che Bruxelles e’ entrata nella fase di enforcement. Questa prima indagine a livello Europeo contro Shein si inserisce in un “assedio regolatorio” da parte dei regolatori e legislatori nazionali che stanno provando ad arginare il fenomeno dell ultra-fast fashion. La multa da 800,000 euro dell'AGCM per Green Washing e le nuove regole approvate nel Parlamento Europeo Sulla Responsabilita’ del Produttore per quanto riguarda il riciclo del tessile rendono questi servizi sempre meno redditizi soprattutto se si aggiunge il rischio di perdere il 6% del fatturato globale come previsto nei termini massimi del DSA.
Sì, ma: L’articolo 70 del DSA permette anche di bloccare del tutto l’accesso a certi domini in modo temporaneo ma con possibilità di rinnovo.Questa misura estrema non è stata ancora utilizzata in alcun paese europeo per evitare contenziosi legali che potrebbero rendere ancora piu’ difficile politicamente l’utilizzo di questo nuovo toolbox di misure di enforcement sul digitale.
E adesso?
L'apice dell'ultra-fast fashion Cinese in Europa potrebbe essere già alle nostre spalle. Una "tempesta perfetta" di nuove regolamentazioni sta rendendo strutturalmente insostenibile il modello di business basato sulla vendita di abiti monouso in tessuti plastici a 2 euro l’uno, aprendo un'opportunità di riposizionamento per la filiera europea.
Cosa deve succedere:
- Smantellamento dei vantaggi fiscali: La fine del regime de minimis (esenzione dei dazi sui pacchi di valore minore a 150 euro) e l'introduzione dell'EPR per il riciclo tessile colpiranno il cuore della competitività di Shein, eliminando il dumping ambientale e doganale.
- Blueprint regolatorio: La regola din un “dazio sul fast fashion” francese (dai 2 a 5 euro a capo) è un pilota che potrebbe eventualmente diventare uno standard, rendendo i capi comunitari più competitivi.
- Shock di agilità per l'UE: Le aziende europee devono imparare dall'approccio "move fast and break things" di Shein. L’azienda ha la capacità di lanciare fino a 10,000 nuovi capi al giorno e selezionare le nuove collezioni in tempo reale tramite il comportamento dei consumatori sull’app è una competenza tecnologica che la moda UE deve integrare per riconquistare quote di mercato.