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La Camera respinge la proposta di settimana lavorativa corta
Cosa è successo?
La Camera dei Deputati ha bocciato la proposta di legge unitaria presentata dalle opposizioni (PD, M5S e AVS) che prevedeva una sperimentazione triennale per ridurre l’orario di lavoro fino a 32 ore settimanali a parità di salario, includendo la possibilità di una settimana lavorativa di quattro giorni. Il progetto avrebbe affidato l’attuazione concreta alla contrattazione collettiva. La segretaria del PD Elly Schlein ha difeso la misura sottolineando i potenziali benefici in termini di qualità della vita, occupazione e sostenibilità ambientale, legati anche ai progressi tecnologici.
Perché è importante?
La maggioranza ha respinto la proposta accogliendo le osservazioni della Ragioneria generale dello Stato, secondo cui la misura non disponeva di adeguate coperture finanziarie. Le stime indicavano un costo superiore a 8 miliardi di euro annui per il biennio 2027-2028. Inoltre, secondo il presidente della commissione Lavoro Walter Rizzetto (FdI), una riduzione generalizzata dell’orario potrebbe aumentare significativamente i costi per le imprese prive di adeguati guadagni di produttività.
E adesso?
Il tema della riduzione dell’orario di lavoro potrebbe comunque restare sul tavolo attraverso la contrattazione aziendale o settoriale, senza interventi legislativi generalizzati. Nel breve periodo il dibattito politico e sindacale continuerà probabilmente a concentrarsi sul rapporto tra innovazione tecnologica, produttività e organizzazione del lavoro, con possibili sperimentazioni limitate in specifici comparti o imprese.