Policy News
La Camera esamina la legge delega per tornare al nucleare con i piccoli reattori modulari

Cosa è successo
Le VIII e X Commissioni (Ambiente e Attività produttive) della Camera dei deputati hanno proseguito, in sede referente, l'esame dei progetti di legge sulla delega al governo in materia di energia nucleare: la proposta di legge C. 1742 a firma dell'onorevole Lupi (NM) e il disegno di legge governativo C. 2669, presentato alla Camera il 17 ottobre 2025 e assegnato alle Commissioni riunite il 1° dicembre 2025.
Il provvedimento governativo delega l'esecutivo ad adottare, entro dodici mesi, uno o più decreti legislativi per disciplinare la produzione di energia da fonte nucleare sostenibile - inclusi piccoli reattori modulari (SMR), reattori modulari avanzati (AMR) e microreattori - la gestione dei rifiuti radioattivi, lo smantellamento degli impianti esistenti e la ricerca nel campo della fusione nucleare. Il testo si compone di quattro articoli: finalità e procedimento della delega, oggetto della delega, principi e criteri direttivi, disposizioni finanziarie.
Perché è importante
L'Italia ha abbandonato la produzione di energia nucleare dopo il referendum del 1987, sull'onda dell'incidente di Chernobyl, e un secondo referendum nel 2011 ha bloccato un tentativo di rilancio avviato nella XVI legislatura. Il disegno di legge in esame segna quindi un nuovo cambio di rotta, questa volta orientato sulle tecnologie di nuova generazione, più sicure, più compatte e potenzialmente più economiche rispetto ai grandi reattori del passato, la cui commercializzazione è attesa nei primi anni 2030.
E adesso?
L'iter parlamentare è ancora in corso. I relatori designati stanno conducendo l'esame del testo. Una volta approvata la legge delega, il governo avrà dodici mesi per adottare i decreti legislativi attuativi, con la possibilità di decreti correttivi nei due anni successivi.