Policy News
La Camera discute il Dl Lavoro, scontro su salario giusto, incentivi all'occupazione e contrasto al caporalato digitale

Cos’è successo
Questa settimana la Camera ha avviato la discussione sulle linee generali del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 62 del 30 aprile 2026, in materia di salario giusto, incentivi all'occupazione e contrasto al caporalato digitale. La relatrice On. Nisini (Lega) ha illustrato un testo che, dopo l'esame in Commissione Lavoro, è passato da 19 a 30 articoli, suddivisi in cinque Capi: incentivi all'assunzione (bonus donne, giovani e ZES, stabilizzazione dei contratti a termine, sgravi per le aziende certificate sulla natalità); definizione del "salario giusto" ancorata al trattamento economico complessivo (TEC) dei contratti collettivi più rappresentativi, con ruolo del CNEL e meccanismo di adeguamento IPCA in caso di vacanza contrattuale; misure sul lavoro tramite piattaforma rivolte ai rider; e norme su TFR, previdenza complementare e somministrazione.
Il dibattito ha registrato una netta contrapposizione. La maggioranza (On. Coppo, FdI) ha rivendicato la logica di condizionalità degli incentivi e la lotta ai contratti pirata e al caporalato digitale. Le opposizioni ( On. Aiello, M5S, On.Scotto, PD e On. Zanella, AVS) hanno contestato metodo e contenuti, denunciando la bocciatura in blocco dei loro emendamenti, l'abbandono dei lavori in Commissione e l'annuncio della fiducia.
Perché conta
- Il provvedimento ridefinisce per via legislativa il concetto di retribuzione adeguata, ma le opposizioni ritengono che la formulazione adottata svuoti l'obiettivo dichiarato, lasciando invariata la condizione dei lavoratori a basso salario.
Adesso
- Continua l'esame nell'Aula della Camera, con la fiducia annunciata dal Governo, che comprime i tempi.