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La Camera approva il ddl delega sul nucleare

Cos’è successo
L'Aula della Camera ha approvato questa settimana il disegno di legge delega sull'energia nucleare sostenibile, presentato dal ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, con 155 voti favorevoli, 86 contrari e 8 astenuti. Il provvedimento, sostenuto dalla maggioranza di centrodestra e da Azione, ha registrato l'astensione di Italia Viva e il voto contrario delle altre forze di opposizione. Il testo passa ora al Senato, con l'obiettivo dichiarato dal governo di arrivare all'approvazione definitiva prima della pausa estiva e all'emanazione dei decreti attuativi entro la fine dell'anno.
Il provvedimento delega il governo a disciplinare entro un anno la produzione di energia da fonte nucleare sostenibile, la ricerca sulla fusione e la gestione dei rifiuti radioattivi, definendo i campi di intervento dei futuri decreti: costruzione ed esercizio di impianti nucleari (Smr, Amr e micro-reattori), produzione di idrogeno tramite energia nucleare, gestione del combustibile esaurito, sicurezza e riorganizzazione della governance. Tra i criteri direttivi figurano i massimi standard di sicurezza, la semplificazione dei procedimenti autorizzativi, le misure di compensazione per i territori che ospiteranno gli impianti e la partecipazione dell'industria italiana alla filiera tecnologica. Il ministro Pichetto ha precisato che la legge riguarda solo il nucleare civile.
Perché conta
Il provvedimento segna il ritorno di una cornice normativa sul nucleare in Italia dopo i due referendum del 1987 e 2011 e si inserisce in un dibattito politico che resta fortemente polarizzato sulle tempistiche, sui costi e sull'effettiva disponibilità delle tecnologie indicate dal governo.
- Il ministro Pichetto ha collocato la possibile operatività dei primi reattori "nel 2034-2035", mentre la presidente di A2a Roberta Tasca ha indicato un orizzonte di almeno dieci anni e oltre.
- La scelta del governo è orientata sui piccoli reattori modulari, una tecnologia che secondo le opposizioni è ancora in fase prototipale.
- Le critiche provengono da Pd, M5S e Avs, ma anche da Wwf Italia e dal think tank Ecco, che parlano di promesse di lungo periodo a scapito dell'attuazione del piano energia-clima.
Adesso
- Il provvedimento avvierà l'esame al Senato, dove il governo punta all'approvazione definitiva prima della pausa estiva.