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L'Ue punta sulla stabilità dei redditi per le assicurazioni agricole perché solo il 22% del mercato globale è europeo

2 min di lettura
L'Ue punta sulla stabilità dei redditi per le assicurazioni agricole perché solo il 22% del mercato globale è europeo

Cos’è successo

Il Parlamento europeo ha approvato con 560 voti a favore, 75 contrari e 25 astensioni la riforma della Politica Agricola Comune dedicata alla filiera agroalimentare. Il testo introduce benchmark pubblici di prezzo, rende obbligatori i contratti scritti nel settore lattiero-caseario e rafforza il potere contrattuale delle organizzazioni di produttori, con l'obiettivo di stabilizzare il reddito agricolo.

Parallelamente, vengono riservati 31 termini tradizionali della carne (come beef, pork, steak e bacon) esclusivamente ai prodotti di origine animale, escludendone l'utilizzo per la carne coltivata.

Perché conta

La riforma punta a rafforzare il reddito agricolo attraverso strumenti contrattuali e regolatori, in un mercato dove la protezione assicurativa resta ancora limitata.

  • Secondo la Corte dei Conti europea, il sostegno UE alle assicurazioni agricole raggiunge solo una piccola quota degli agricoltori, mentre i pagamenti diretti della PAC (circa €41 miliardi l'anno) restano il principale strumento di stabilizzazione del reddito. Il mercato europeo delle assicurazioni agricole vale circa 9,1 miliardi di dollari nel 2025, pari a circa il 22% del mercato mondiale, con una crescita stimata del 4,8% annuo;
  • I nuovi benchmark pubblici di prezzo e il rafforzamento delle organizzazioni di produttori potrebbero favorire lo sviluppo di polizze parametriche e coperture mutualistiche basate su dati standardizzati, pur riducendo parte della domanda di assicurazioni contro il rischio di prezzo;
  • Sul fronte della carne coltivata, il settore resta sostanzialmente pre-commerciale: nessun prodotto è oggi autorizzato nell'UE e la prima domanda EFSA, presentata nel luglio 2024, è ancora in valutazione. Il divieto di utilizzare denominazioni tradizionali aumenta il rischio commerciale per le startup del comparto, mentre riduce la pressione competitiva sul settore zootecnico tradizionale.

Adesso

  • Dopo il via libera del Consiglio, gli Stati membri dovranno applicare le nuove norme sulla contrattualistica e sulla trasparenza dei prezzi, modificando gli equilibri della filiera agroalimentare europea;
  • Per il comparto assicurativo si aprono opportunità nello sviluppo di prodotti collettivi e parametrici distribuiti attraverso le organizzazioni di produttori, sfruttando indicatori di mercato più omogenei e affidabili;
  • Per il settore delle proteine alternative, il principale ostacolo resta l'autorizzazione regolatoria europea; anche dopo un eventuale via libera, l'impossibilità di utilizzare le denominazioni tradizionali della carne continuerà a incidere sulle prospettive di mercato e sul profilo di rischio degli investimenti.

Fonte

https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20260611IPR45209/final-approval-of-new-measures-to-support-farmers-in-the-food-supply-chain

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