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L'Ue perde 42 miliardi di surplus commerciale in un anno, l'export verso gli Stati Uniti crolla del 37% a marzo

Cos’è successo
I dati Eurostat sul commercio extra-Ue del Q1 2026 certificano un crollo dell'avanzo commerciale a €8,4 miliardi, da €50,7 miliardi un anno prima. Le esportazioni verso gli Stati Uniti perdono il 37% nel solo mese di marzo.
Il surplus con Washington passa da €40,4 a €13,5 miliardi in un mese, trainato al ribasso dalla chimica (−34,7% annuo). In controtendenza, il commercio intra-Ue accelera del 2,7%: gli scambi interni toccano €1.068 miliardi, contro i €630 dell'export extra-Ue. Anche il deficit con la Cina peggiora, a −€32,6 miliardi a marzo.
Perché conta
L'Europa ha perso la sua posizione preferenziale rispetto agli altri Paesi. Il Turnberry deal con gli Stati Uniti fissa il dazio verso le importazioni Ue al 15%; ma Cina, India e Indonesia convergono sullo stesso livello, scendendo dai rispettivi 31,1%, 20,5% e 20,8% effettivi del 2025.
- Il margine competitivo che aveva attutito lo shock del 2025 evapora. Per la filiera italiana — chimica e macchinari in testa — la perdita è sia di volume che di posizionamento. Il colpo è asimmetrico: il crollo dell'avanzo USA si concentra su pochi comparti, mentre il deficit con la Cina peggiora in parallelo, stringendo i produttori italiani su due fronti;
- La chimica è all'epicentro: il surplus Ue-Usa scende da €40,4 a €13,5 miliardi in un mese, con l'export del comparto a −34,7% annuo e l'Italia terzo esportatore europeo verso gli Stati Uniti. ING Research quantifica una contrazione aggiuntiva del 4,6% dell'export Ue verso gli Usa nel 2026 per soli effetti tariffari, al netto di qualsiasi riallocazione;
- Sì, ma il mercato interno non sta compensando le perdite e la competizione della Cina comprime i margini: l'intra-Ue cresce solo del 2,7% in segmenti che non sostituiscono la domanda americana, mentre CEPR rileva prezzi cinesi in calo su pneumatici, tessili e legno.
Adesso
- 28 maggio – metà giugno 2026: l'indagine ESI di maggio dirà se la manifattura, finora resiliente, inizia a scontare il calo degli ordini dall'estero; poi i dati Eurostat dei prossimi mesi confermeranno se il −37% verso gli Usa è un picco o un nuovo livello. La chimica resta l'indicatore anticipatore — un surplus mensile inferiore a €20 miliardi conferma che la riallocazione intra-Ue non regge i piani legati al mercato americano;
- Autunno 2026: ratifica del Turnberry deal e consolidamento delle aliquote sui concorrenti. Se India e Indonesia si stabilizzano al 15%, per chimica e macchinari il posizionamento Usa va ridisegnato come revisione strutturale, non difeso come mercato da recuperare;
- 2027–2028: l'accordo Ue-India — dazi auto da 110% a 40% — è la scommessa di diversificazione, ma l'India vale €4,3 miliardi di export Ue mensili, un quinto degli Usa: la firma degli accordi non genera flussi da sola, servono investimenti in penetrazione commerciale.