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L'Ue mobilita 25 mld entro il 2035 per costruire con i Paesi del Mediterraneo infrastrutture su solare, idrogeno e reti elettriche

Cos’è successo
Il Mediterraneo è sempre stato un crocevia di civiltà, commerci e interessi geopolitici. Ora l'Unione europea vuole farne anche il cuore della propria transizione energetica. Durante la European Sustainable Energy Week, la Commissione europea ha lanciato la Trans-Mediterranean Renewable Energy and Clean Tech Cooperation, che rappresenta la misura più ambiziosa del Patto per il Mediterraneo.
L'obiettivo è mobilitare fino a 25 miliardi di euro di investimenti entro il 2035 in energie rinnovabili, idrogeno, tecnologie pulite e reti elettriche moderne nella regione mediterranea. A presentare l'iniziativa sono stati la Commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica e il Commissario per l'Energia Dan Jørgensen. La Commissione ha già messo sul tavolo oltre 5 miliardi di euro in capacità di garanzia attraverso il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile Plus, risorse pensate per attrarre capitali privati, banche commerciali e fondi di investimento.
Perché conta
Dietro l'agenda verde c'è una strategia geopolitica precisa: da un lato sviluppare energia, dall’altro quello di ridisegnare la propria architettura di sicurezza energetica e industriale.
- Il Mediterraneo meridionale è una miniera di energia rinnovabile che l'Europa non può ignorare. La regione MENA ospita alcune delle risorse rinnovabili più abbondanti al mondo, i cui costi di generazione solare ed eolica sono stimati tra il 30 e il 40% più bassi rispetto all'Ue. A questo si aggiunge un potenziale geotermico significativo. Per un continente che ha pagato carissima la dipendenza dal gas russo, trasformare i vicini del Sud in fornitori di energia pulita è una priorità esistenziale;
- La competizione con la Cina nel cleantech si gioca anche qui. Pechino ha già consolidato posizioni dominanti nella produzione di pannelli solari, batterie e turbine eoliche. La T-MED punta esplicitamente a costruire partnership industriali e catene di fornitura locali tra Ue e paesi mediterranei, una risposta diretta al rischio di dipendenza tecnologica dalla Cina nel settore delle energie pulite, dopo quella già vissuta sul gas;
- È il tassello mediterraneo di una strategia globale più ampia. La T-MED si inserisce nel Global Gateway, il piano europeo da 300 miliardi per le infrastrutture globali, pensato come alternativa alla Belt and Road cinese. Il Patto per il Mediterraneo, di cui T-MED è il braccio energetico, è organizzato attorno a tre pilastri: economie più forti e sostenibili, sicurezza e stabilità, mobilità e contatti umani. Non è un piano di aiuti allo sviluppo: è una strategia di interdipendenza controllata con una regione che l'Europa non può permettersi di perdere a favore di altri attori.
Adesso
- Le espressioni di interesse per gli investitori privati si chiudono il 15 giugno, quelle per i promotori di progetto il 15 agosto;
- Il primo incontro operativo della T-MED Investment Platform è previsto per ottobre 2026;
- Le prime partnership industriali tra Ue e regione MENA nel settore cleantech dovrebbero prendere forma entro il 2027.