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L’Ue crea il primo certificato europeo per adulti con disabilità: cresceranno del 70% entro il 2050

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L’Ue crea il primo certificato europeo per adulti con disabilità: cresceranno del 70% entro il 2050

Cos’è successo

Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio sul primo regolamento Ue dedicato alla protezione degli adulti vulnerabili nelle situazioni transfrontaliere. Il dossier, seguito dalla commissione European Parliament Committee on Legal Affairs, introduce un quadro comune europeo per persone anziane o con disabilità che vivono, ricevono cure o possiedono beni in più Stati membri.

Il regolamento definisce quale autorità nazionale è competente nei casi transfrontalieri, quale legge si applica, come vengono riconosciuti i poteri di rappresentanza tra paesi Ue e introduce un certificato europeo di rappresentanza valido in tutta l’Unione. Il certificato servirà per decisioni su patrimonio, assistenza sanitaria, trasferimenti o gestione legale della persona vulnerabile. La riforma arriva in un contesto di forte invecchiamento demografico europeo e crescente mobilità intra-Ue. Secondo le stime citate nel dossier, entro il 2050 la quota di over 65 con disabilità nell’UE aumenterà del 77%.

Perché conta

L’accordo affronta uno dei grandi vuoti giuridici dell’integrazione europea: la gestione transfrontaliera della vulnerabilità personale e familiare. Oggi famiglie, caregiver e autorità nazionali incontrano spesso ostacoli legali quando una persona anziana o fragile vive tra più paesi Ue o necessita di decisioni sanitarie e patrimoniali oltre confine.

  • Il regolamento crea quindi un’infrastruttura giuridica europea per l’autonomia personale nell’invecchiamento. In pratica, l’Ue sta iniziando a costruire un mercato unico anche per assistenza, tutela legale e continuità dei diritti delle persone vulnerabili;
  • Per paesi come l’Italia il tema è particolarmente rilevante: popolazione anziana elevata, forte emigrazione intra-europea e crescente numero di famiglie distribuite tra più Stati membri;
  • Questo renderà sempre più frequenti casi di successioni, assistenza sanitaria o rappresentanza legale con dimensione europea.

Adesso

  • L’adozione formale del regolamento è prevista entro fine 2026. Successivamente gli Stati membri dovranno coordinare autorità centrali, sistemi giudiziari e procedure amministrative per rendere operativo il nuovo quadro europeo;
  • Nel medio periodo, il dossier segnala una tendenza più ampia: l’invecchiamento demografico sta diventando un driver diretto di integrazione europea;
  • Temi come assistenza, rappresentanza legale, sanità transfrontaliera e mobilità degli anziani diventeranno sempre più centrali nella costruzione normativa dell’UE.

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