News & BusinessAssicurazioni
L'Onu lancia l'allarme su un El Niño "di proporzioni gigantesche", con probabilità vicina al 100% che persista fino a febbraio 2027

Cos’è successo
L'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) ha pubblicato il 3 settembre 2026 un aggiornamento che segnala El Niño ormai saldamente presente nel Pacifico tropicale, destinato a rafforzarsi ulteriormente fino a raggiungere un'intensità "molto forte" verso la fine dell'anno.
Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha dichiarato che "El Niño sta assumendo proporzioni gigantesche", aggiungendo che "il pianeta si trova in acque inesplorate" e che "il mondo è nella zona di pericolo per gli eventi meteorologici estremi". La WMO indica una probabilità vicina al 100% che il fenomeno persista nei trimestri settembre-novembre 2026 e dicembre 2026-febbraio 2027, con effetti che potrebbero protrarsi nei primi mesi del 2027.
Perché conta
- Nell'area Niño 3.4 la temperatura superficiale del mare è passata da circa +1,5°C a maggio-luglio a +2°C a luglio, con anomalie settimanali tra fine luglio e metà agosto comprese tra +2,2 e +2,6°C, mentre secondo il Climate Prediction Center della NOAA esiste una probabilità del 69% che tra ottobre e dicembre 2026 l'indice di riferimento superi i livelli di tutti gli eventi registrati dal 1950;
- La WMO prevede temperature superiori alla norma in quasi tutte le aree terrestri del pianeta nel periodo settembre-novembre 2026, un dato che si somma al riscaldamento di fondo legato ai gas serra e aumenta il rischio di nuovi record termici globali, in un anno in cui Swiss Re aveva già segnalato ad agosto un rischio di caldo "cronico" strutturale per l'Europa;
- La segretaria generale della WMO Celeste Saulo ha avvertito che El Niño "ha il potenziale per infliggere un colpo enorme alle comunità e alle economie di tutto il mondo", tipicamente attraverso un riassetto dei pattern meteorologici globali che spinge alcune regioni verso siccità devastanti e altre verso tifoni e alluvioni, con effetti attesi anche sulla formazione degli uragani (minore attività atlantica, maggiore attività nel Pacifico).
Adesso
- Per il settore assicurativo e riassicurativo, un El Niño di questa intensità rappresenta un fattore di rischio concreto per la seconda metà del 2026 e l'inizio del 2027, in un momento in cui Gallagher Re aveva già segnalato perdite catastrofali sotto la media nel primo semestre, avvertendo esplicitamente che "un primo semestre tranquillo non indica necessariamente perdite annuali sotto la media";
- Il fenomeno interessa direttamente anche i mercati agricoli già monitorati nel corso dell'anno, dal caffè (con gli operatori che segnalavano già a luglio una probabilità dell'81% di un El Niño "molto forte" come fattore di rialzo dei prezzi Arabica) alla sicurezza alimentare globale, un canale di trasmissione del rischio che si estende ben oltre il solo settore assicurativo danni;
- Guterres ha inquadrato la sfida come "una corsa tra l'aumento dei rischi e il nostro impegno ad agire sul clima e proteggere le persone", un messaggio che rafforza l'urgenza dei meccanismi di finanziamento pre-organizzato del rischio da disastri e del dibattito europeo su un pool cat-nat, entrambi temi già ampiamente monitorati nel corso del 2026.
Fonte: https://www.lapresse.it/green/2026/09/03/el-nino-2026-allarme-onu-il-pianeta-e-in-pericolo/