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L'arsenale iraniano è ancora significativo, fino a 1.700 missili balistici tra le scorte e capacità di produzione fino a 100 al mese

Cos’è successo
L'8 giugno l’Iran ha lanciato una salva di missili balistici contro Israele in risposta a un attacco israeliano nei sobborghi di Beirut contro Hezbollah. Si tratta del primo attacco diretto iraniano su Israele dalla tregua di aprile. Lo Stato ebraico ha intercettato la maggior parte dei missili con danni minimi. L’attacco arriva dopo i pesanti bombardamenti Usa-Israele del 2025-2026 che hanno colpito fabbriche, basi sotterranee e lanciatori iraniani.
Secondo più fonti, l'Iran ha ancora 1000-1700 missili balistici o circa il 70% delle scorte pre-guerra, a cui si aggiungono 100-200 lanciatori mobili ancora funzionanti (50-70%), e circa il 90% delle strutture di stoccaggio dei missili nuovamente disponibili. Inoltre, l'Iran sarebbe in grado di produrre 50-100 missili balistici al mese, anche se la produzione è stata rallentata dai danni alle fabbriche di Khojir, Shahroud, Parchin.
Perché conta
All'inizio del conflitto tra Stati Uniti-Israele e Iran, iniziato la scorsa estate, Teheran era in possesso di uno dei più grandi arsenali balistici al mondo. Il conflitto aveva molteplici obiettivi, oltre alla distruzione del programma nucleare iraniano, incluso la caduta del regime e la neutralizzazione delle capacità missilistiche domestiche.
- L’Iran ha visto circa un terzo dei suoi missili distrutti e un terzo reso temporaneamente inaccessibile (sepolti o bloccati). Rimangono però 1.000-1.700 missili balistici operativi (molti a medio raggio) e circa il 50-70% dei lanciatori mobili. La produzione continua (decine al mese), anche se rallentata;
- L’attacco limitato di giugno conferma che Teheran conserva abbastanza missili per risposte simboliche o di saturazione ridotta, ma non più per campagne massive come nel 2025.
Adesso
- La tregua Usa-Iran (mediata dal Pakistan ad aprile 2026 e più volte estesa) è fragile e instabile. L’attacco del 7-8 giugno su Israele (legato al fronte libanese) rappresenta una chiara violazione indiretta e rischia di far saltare i negoziati su nucleare e Strait of Hormuz;
- L’Iran sta rapidamente riaprendo tunnel e basi con bulldozer (sia la CNN che analisti open-source che usano immagini satellitari mostrano decine di ingressi riaperti), recuperando capacità in poche settimane. Questo rende la tregua temporanea e reversibile;
- Sul medio termine (2026-2027), la stabilità della tregua dipende dal fronte libanese e dai negoziati nucleari. Se Israele continua operazioni in Libano o colpisce di nuovo in Iran, Teheran ha sufficienti munizioni per una ritorsione. Centrale, da questo punto di vista, sono però i dati: le attività iraniane in corso - monitorate con cyber, droni e capacità spaziali - forniscono importanti informazioni su produzione e localizzazione che Israele o gli Stati Uniti potrebbero poi sfruttare in un secondo momento.