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L'Agenzia internazionale dell'energia dice che con le riserve di gas al 72% l'Europa si prepara a un inverno difficile

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L'Agenzia internazionale dell'energia dice che con le riserve di gas al 72% l'Europa si prepara a un inverno difficile

Cos’è successo

L'Europa si appresta a entrare nell'inverno con scorte di gas basse, analizzate in termini di storico, e non può reggere altri shock sull'offerta. A lanciare l’avvertimento è Fatih Birol, direttore dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie), mentre la guerra scatenata da Usa e Israele contro l'Iran continua a mettere in le catene di approvvigionamento globali. Parlando ad Al Jazeera a margine di una conferenza internazionale a Berlino, Birol ha spiegato che tutte le regioni subiscono le interruzioni nello Stretto di Hormuz, ma che l'Europa è particolarmente vulnerabile e dovrà probabilmente affrontare nei prossimi mesi costi crescenti del gas naturale liquefatto (Gnl). "Il momento migliore per un cessate il fuoco sarebbe stato ieri", ha detto.

Di norma, ha osservato, prima dell'inverno i Paesi europei hanno scorte abbondanti, mentre quelle di quest'anno sono "molto più basse delle medie storiche" e il gas europeo compete con quello dei Paesi asiatici, ancora più dipendenti dal Medio Oriente. "Se avremo un inverno rigido, potremmo vedere prezzi più alti del gas in Europa", ha dichiarato, aggiungendo che il carattere sempre più politico dell'energia accresce l'incertezza: "La vita non sarà facile per l'Europa quest'anno e nemmeno il prossimo".

Perché conta

  • Gli stoccaggi di gas dell'Ue sono pieni al 72%, contro il 90% abituale, un divario pari all'energia necessaria ad alimentare da 10 a 12 milioni di abitazioni, stimano gli analisti. Prima della guerra transitava da Hormuz quasi un decimo del Gnl del continente e gli attacchi iraniani alle navi hanno fatto crollare le importazioni, mentre le tensioni nello stretto di Bab el-Mandeb hanno peggiorato la situazione. I ministri dell'Energia Ue valutano se chiedere a famiglie e imprese di razionare i consumi, secondo notizie di stampa;
  • Le raffinerie europee hanno lavorato meno greggio negli ultimi anni e l'Ue rischia carenze di prodotti raffinati come il diesel, che alimenta trasporti, agricoltura e industria. Birol attribuisce la scarsità in arrivo anche agli attacchi ucraini alle raffinerie russe, che avrebbero bloccato circa un terzo delle consegne. L'Aie ha coordinato il rilascio delle riserve strategiche del G7;
  • Birol si è detto "davvero deluso" perché le misure necessarie non sono state prese per tempo, mentre ora i Paesi mediorientali costruiscono o ampliano oleodotti che aggirano Hormuz. Ricorda che l'Aie avvertiva da anni dell'eccessiva dipendenza dalla Russia e del precoce abbandono del nucleare.

Adesso

  • Se i ministri Ue decidessero di chiedere a famiglie e imprese di ridurre i consumi, la misura potrebbe arrivare a ridosso dei mesi più freddi, con un impatto soprattutto sull'industria energivora;
  • L’Ue dispone ancora di circa l'80% delle riserve di emergenza e Birol spera di non dover coordinare un quarto rilascio, ma un inverno rigido o nuove interruzioni potrebbero costringere l’agenzia a rivedere questa posizione;
  • Con i prezzi in rialzo e la concorrenza dell'Asia, i Paesi europei potrebbero aumentare gli acquisti da fornitori non russi o, come ha già fatto la Francia, tornare a ordinare gas russo, in contrasto con il piano Ue di eliminarlo definitivamente. Birol avverte che la guerra si farà sentire per mesi e che solo la riapertura incondizionata di Hormuz e Bab el-Mandeb potrebbe mantenere i prezzi ai livelli attuali, perché nel mondo dell'energia "non abbiamo più molte zone cuscinetto".

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