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L'accordo Eu-Mercosur in vigore da 55 giorni ma il ban sulla carne brasiliana dal 3 settembre e il ricorso alla Corte di giustizia tengono aperto il dossier

Cos’è successo
Il 1° maggio 2026 l'Accordo commerciale Eu-Mercosur è entrato in vigore in via provvisoria. Nessun voto del Parlamento europeo, nessuna ratifica nei 27 stati membri: la Commissione ha esercitato la prerogativa di applicazione provvisoria non appena tutti e quattro i paesi Mercosur hanno completato le proprie ratifiche nazionali.
Il 23 giugno, a 55 giorni dall'avvio, si è tenuto a Brasília il Secondo Forum di Investimento Eu-Brasile. Il Commissario per i Partenariati Internazionali Jozef Síkela ha aperto l'evento accanto al vicepresidente Geraldo Alckmin, al termine di una settimana di visite che lo avevano portato in Minas Gerais, cuore delle riserve brasiliane di terre rare, e a San Paolo, dove un consorzio europeo sta costruendo la Metro Linea 6. L'accordo Eu-Mercosur era la cornice esplicita: non solo abbattimento tariffario, ma segnale politico di sostegno al multilateralismo in aperta antitesi al protezionismo di Washington.
Perché conta
A 55 giorni dall'entrata in vigore provvisoria, il quadro è più composito di quanto il forum di Brasília lasci intendere: l'accordo gira, ma su tre fronti le cose sono ancora aperte.
- Commerciale: i dazi sono operativi dal 1° maggio, ma non uniformemente. Il Brasile è già fuori dal regime preferenziale sulla carne: il ban per uso di antimicrobici scatta il 3 settembre e Brasília ha protestato formalmente. Gli altri tre Paesi del blocco - Argentina, Uruguay e Paraguay - restano dentro.
- Investimenti: la pipeline si sta costruendo su scala regionale e in maniera non uniforme. A Paysandú, in Uruguay, eFuel One (Germania) ha firmato a febbraio un accordo con HIF Global per un impianto di e-fuel da 5,3 miliardi di dollari, abilitato dalle clausole sull'energia verde dell'accordo. In Argentina il Global Gateway ha attivato un progetto flagship di produzione di ammoniaca verde. In Brasile il MoU su terre rare, nichel e litio non è ancora firmato; il primo accordo concreto è atteso entro luglio.
- Istituzionale: a gennaio il Parlamento europeo ha rinviato l'accordo alla Corte di Giustizia dell’Ue, con 334 voti a favore e 324 contrari. Il nodo è la divisione in due strumenti separati: l'iTA, componente commerciale applicabile senza ratifica nazionale, e l'EMPA, il patto completo su politica, clima e diritti umani, che richiede il voto di tutti e 27 i parlamenti. I critici sostengono che la divisione sia un aggiramento illegittimo; i sostenitori che sia tecnicamente necessaria. Le commissioni per il Commercio internazionale e Agricoltura, continuano l'esame tecnico, ma nessun voto è possibile prima della pronuncia della Corte, attesa non prima della fine del 2027.
Adesso
- Il primo test concreto dell'accordo arriva il 3 settembre: se il ban sulla carne brasiliana regge, sarà la prova che gli standard sanitari europei prevalgono sulle preferenze commerciali anche dentro un'area di libero scambio. Brasília ha già annunciato che contesterà la misura.
- Sul fronte istituzionale tutto dipende dal parere CGUE: se negativo, l'accordo dovrà essere ristrutturato integralmente, rimettendo in discussione anche l'applicazione provvisoria; se positivo, il PE potrà avviare il voto di ratifica.