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Italia prima in Ue per velocità di incasso del PNRR con €166 mld: su produttività e salari nessun effetto misurabile

Cosa è sucesso
La Commissione europea ha dato il via libera alla nona rata del PNRR da 12,8 miliardi, portando l'Italia a circa 166 miliardi incassati (l'85% della dotazione) e il primato Ue per velocità di pagamento. Resta da vedere l'impatto economico legato a questi investimenti.
L'Italia ha completato 50 obiettivi (16 milestone, 34 target), arrivando al 73% del Piano completato. Restano così 28 miliardi da incassare sui 194,4 totali, divisi tra 71,8 mld di sovvenzioni e 122,6 mld di prestiti. Palazzo Chigi, intanto, rivendica 655.677 progetti finanziati, 541.000 interventi conclusi e circa 100.000 ancora aperti. Una recente analisi dell'Università Bocconi avverte che non stiamo vedendo alcun impatto economico come conseguenza di questi investimenti e l'Italia rischia di chiudere il PNRR con un maggiore debito e senza aver risolto alcun problema strutturale.
Perché è importante
Il primato ricendicato da Palazzo Chigi riguarda i pagamenti ricevuti, ma gli effetti dell'implementazione sui micro-dati di produttività, salari e upgrading delle imprese, dove gli effetti restano poco visibili. La domanda non è più quanto è stato speso, ma cosa è cambiato per famiglie, lavoratori e aziende: è qui che si gioca la credibilità del "modello PNRR" come architettura per le politiche di sviluppo post-2026.
- Il governo ha l'incentivo a dichiarare vittoria prima del voto 2027, le amministrazioni beneficiarie a chiudere in fretta per non perdere fondi. Il rischio è una coda di rendicontazioni fragili e contenziosi sui controlli ex post a Piano chiuso — con 122,6 miliardi di prestiti da ripagare a prescindere dall'esito;
- Inoltre, il nuovo piano europeo pluriennale QFP 2028-2034 prenderà ispirazione nella sua struttura dal PNRR. I problemi nella gestione di questi fondi e la rendicontazione potrebbero quindi diventare strutturali.
E adesso?
- 31 agosto 2026: scadenza per tutte le milestone residue — incluse la decima e ultima rata;
- 30 settembre 2026: termine per trasmettere le richieste di pagamento a Bruxelles; il 31 dicembre 2026 chiude definitivamente la finestra operativa. I micro-dati di Bankitalia, Istat e Inps nei prossimi 12 mesi: senza segnali su produttività e salari, il PNRR resterà una macchina di spesa, non un acceleratore di crescita.