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Investimenti sotto pressione: più Stato, meno capitale privato globale
Cosa è successo?
Il Global Cooperation Barometer 2026 evidenzia un secondo trend chiave per economia e mercati: il rallentamento strutturale degli investimenti transfrontalieri e la crescente centralità dello Stato come allocatore di capitale. I flussi globali di investimenti diretti esteri (IDE) restano inferiori di circa 20–25% rispetto ai livelli pre-2020, mentre aumenta il peso di sussidi pubblici, incentivi fiscali e programmi industriali nazionali. Oltre il 60% delle nuove misure economiche introdotte nel 2024–2025 nei Paesi avanzati ha avuto una chiara motivazione strategica o di sicurezza economica, più che di efficienza di mercato.
Perché è importante?
Questo cambiamento altera profondamente il funzionamento dei mercati. Da un lato, l’intervento pubblico sostiene investimenti che il settore privato giudica troppo rischiosi in un contesto geopolitico instabile; dall’altro, riduce la disciplina concorrenziale e frammenta il capitale globale. Il report sottolinea che la crescita dei sussidi e delle politiche industriali nazionali aumenta il rischio di allocazioni inefficienti e di competizione distorsiva tra blocchi economici. Per gli investitori, ciò si traduce in maggiore incertezza regolatoria, ritorni più volatili e un premio al rischio più elevato, soprattutto nei settori energia, tecnologia e manifattura avanzata.
E adesso?
Nel breve termine, mercati e imprese si adatteranno a un mondo più “statocentrico”, in cui l’accesso agli incentivi conta quanto la competitività pura. Ma nel medio periodo, senza un coordinamento minimo sulle regole di sussidio, sugli standard industriali e sulla protezione degli investimenti, il rischio è un progressivo indebolimento della fiducia degli investitori globali. Il Barometro suggerisce che la priorità non è ridurre l’intervento pubblico, ormai strutturale, ma renderlo più prevedibile e coordinato. In assenza di ciò, i mercati resteranno liquidi ma nervosi, con meno investimenti di lungo periodo e una crescita sempre più dipendente dalla spesa pubblica.