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Innovazione globale: la leadership si concentra su scala, R&S privata ed efficienza di conversione
Cosa è successo?
Il Global Innovation Index 2025, pubblicato da World Intellectual Property Organization, mostra una crescente concentrazione della leadership innovativa attorno a pochi sistemi capaci di combinare scala degli investimenti, forte mobilitazione privata ed elevata efficienza nel trasformare input di R&S in risultati economici. La Svizzera mantiene il primo posto per il 15° anno consecutivo, con performance top-5 in quasi tutti i pilastri. Gli Stati Uniti (3°) guidano nettamente nella R&S finanziata dalle imprese, negli investitori corporate, nel venture capital late-stage e nella sofisticazione dei mercati. La Corea del Sud (4°) è prima al mondo per capitale umano e ricerca e per R&S svolta dal settore privato, con posizioni di vertice anche per ricercatori e brevetti.
Perché è importante?
Il GII 2025 evidenzia uno spostamento chiave: non conta solo quanto si investe, ma quanto efficacemente si convertono gli investimenti in output. La Cina emerge come convertitore altamente efficiente, generando risultati innovativi comparabili o superiori a molte economie ad alto reddito con livelli di input inferiori; lo stesso vale, in proporzione, per India, Tunisia, Messico e Nigeria. L’efficienza dell’ecosistema (integrazione tra ricerca, capitale e commercializzazione) diventa quindi il vero fattore discriminante tra leadership e stagnazione.
E adesso?
I Paesi con forte produzione scientifica ma debole R&S privata rischiano di restare intrappolati in una “eccellenza isolata” senza ritorni economici. La competizione globale premia modelli che allineano università, imprese e finanza lungo catene di valore scalabili. In prospettiva, la politica dell’innovazione dovrà spostarsi da obiettivi di spesa a obiettivi di conversione, rafforzando incentivi al capitale privato, trasferimento tecnologico e scale-up industriale.