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Industrial Accelerator Act: la Commissione UE punta a rafforzare il manifatturiero europeo
Cosa è successo?
La Commissione europea ha presentato l’Industrial Accelerator Act, una proposta legislativa volta a rafforzare la base industriale dell’Unione e ad aumentare il peso del manifatturiero dal 14,3% del PIL nel 2024 al 20% entro il 2035. Il provvedimento introduce criteri di territorialità (“Made in EU”) e requisiti ambientali per l’accesso a appalti e sussidi pubblici in settori industriali strategici, tra cui acciaio, cemento, alluminio, automotive e tecnologie net-zero come nucleare, solare ed eolico. La normativa potrà essere estesa anche al comparto chimico. Il testo deve ora essere esaminato da Parlamento europeo e Consiglio nell’ambito della procedura legislativa ordinaria.
Perché è importante?
L’iniziativa si inserisce nella strategia europea di rafforzamento della competitività industriale e di riduzione delle dipendenze strategiche. Senza citare esplicitamente singoli Paesi, il meccanismo introduce criteri di reciprocità per l’accesso ai mercati pubblici europei da parte di Paesi terzi, con l’obiettivo implicito di limitare la concorrenza distorsiva proveniente da economie fortemente sovvenzionate. Allo stesso tempo, la norma promuove la decarbonizzazione dell’industria attraverso requisiti legati alle emissioni.
E adesso?
Dal gennaio 2029 entreranno in vigore soglie precise per l’utilizzo di risorse pubbliche: ad esempio, negli appalti relativi all’alluminio sarà richiesto almeno il 25% di prodotto europeo e a basse emissioni, mentre per il cemento la quota iniziale sarà del 5%. Per l’acciaio si applicherà invece un requisito di produzione “low-carbon” pari al 25%. Le regole per le tecnologie verdi saranno introdotte progressivamente attraverso aste, incentivi e appalti pubblici, con tempistiche e percentuali specifiche per ciascun settore industriale.