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In Spagna 400mila ettari bruciati generano solo 900 sinistri, in Sud Europa gli incendi restano quasi tutti scoperti

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In Spagna 400mila ettari bruciati generano solo 900 sinistri, in Sud Europa gli incendi restano quasi tutti scoperti

Cos’è successo

Guy Carpenter ha pubblicato il 'Southern Europe Wildfire Event Report', segnalando come l'ondata di incendi che ha colpito Francia e Spagna nell'estate 2026 stia trasformando il rischio wildfire da problema assicurativo a sfida di resilienza più ampia. In Spagna gli incendi hanno bruciato oltre 90.000 ettari, in Francia oltre 50.000, con un incendio nel dipartimento della Gironda che ha costretto all'evacuazione di 253.000 persone e distrutto circa 240 abitazioni, causando la morte di un vigile del fuoco volontario. In totale la Spagna ha registrato 354.747 ettari bruciati nel 2025, con il 2026 in linea per un nuovo record.

Nonostante l'estensione delle aree colpite, le perdite assicurate restano finora contenute: secondo Insurance Europe, i 400.000 ettari bruciati in Spagna la scorsa estate hanno generato solo circa 900 sinistri, per un totale di appena 23 milioni di euro — un divario enorme tra area bruciata e costo assicurato che riflette la bassa penetrazione assicurativa nelle zone rurali colpite.

Perché conta

  • Il vero costo economico si sposta sempre più lontano dal danno fisico diretto: secondo Moody's, oltre 13.000 attività commerciali sono state evacuate nella sola Gironda (inclusa la località turistica di Lacanau) senza subire alcun danno strutturale, generando comunque perdite da interruzione di attività; i produttori di vino di Bordeaux temono inoltre possibili effetti del fumo sulla vendemmia 2026;
  • In Spagna il Consorcio de Compensación de Seguros non copre i danni da incendio alla proprietà, lasciando quell'esposizione interamente agli assicuratori privati — una struttura di mercato che lascia scoperto un rischio in rapida crescita proprio dove il sistema pubblico dovrebbe intervenire;
  • Il rischio wildfire in Europa cresce strutturalmente: secondo lo Swiss Re Institute, le perdite assicurate da incendi boschivi sono aumentate dell'8-11% l'anno in termini reali dal 1970 — nonostante ciò, il wildfire resta classificato come "pericolo secondario" nei modelli di rischio riassicurativo, insieme ad alluvioni e grandinate, una categoria pensata per eventi frequenti ma individualmente meno severi dei grandi uragani.

Adesso

  • Il vero rischio da monitorare è geografico: secondo Julian Enoizi (CEO Europa di Guy Carpenter), le perdite restano contenute perché gli incendi hanno finora colpito soprattutto aree rurali a bassa esposizione immobiliare, ma il quadro potrebbe cambiare rapidamente se le fiamme raggiungessero zone più densamente popolate come Madrid o Bordeaux;
  • Un elemento tecnico da seguire per il mercato riassicurativo: le autorità hanno identificato il responsabile degli incendi della Gironda, e l'assicuratore di responsabilità civile di quella persona potrebbe affrontare una richiesta di surroga da parte degli assicuratori immobiliari — un possibile meccanismo di recupero parziale delle perdite già sostenute;
  • Il tema si inserisce in un dibattito più ampio nel settore, alimentato dai dati Swiss Re: con perdite assicurate globali da catastrofi naturali nel primo semestre 2026 già inferiori del 16% alla media decennale, cresce la pressione per riclassificare il wildfire da "pericolo secondario" a rischio primario nei modelli catastrofali, proprio mentre la sua crescita superiore all'8% l'anno lo rende sempre meno "secondario" nei fatti.

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