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In Medio Oriente la tregua non riguarda il Libano, nodo irrisolto
Cosa è successo
Iran, Stati Uniti e Israele hanno raggiunto, nella notte, un accordo per un cessate il fuoco di due settimane. Ma l'intesa non prevede anche le operazioni di Israele in Libano, dove è in corso un conflitto tra le truppe di Tel Aviv e quelle della milizia Hezbollah e dove Israele ha occupato in modo stabile l’area meridionale del Paese.
Perché è importante
Il fatto che l’accordo non faccia menzione del Libano e delle operazioni militari israeliane nell’area meridionale del Paese è da un lato un elemento collaterale alla guerra in Iran e dall’altro un elemento centrale delle trattative di pace che prenderanno il via venerdì in Pakistan.
-In teoria la guerra tra Israele e Hezbollah, il gruppo jihadista alleato dell’Iran, è solo in parte collegata al conflitto in Iran. Sì, certo, l’uccisione di Khamenei ha dato il via a una rappresaglia di Hezbollah nei confronti di Israele e interrotto il cessate il fuoco che vigeva dalla fine del 2024, provocando la risposta di Israele e dando il via alla guerra in corso. Allo stesso tempo però si è innestata su un conflitto che, con varie fasi di intensità, andava avanti da anni.
-Il punto centrale: uno degli aspetti chiave del negoziato riguarda la richiesta americana che Teheran interrompa i programmi di sostegno ai gruppi alleati nella regione, tra i quali, appunto, Hezbollah.
na richiesta destinata a restare inascoltata finché il conflitto tra Israele e Hezbollah non troverà una conclusione o almeno una tregua. Non solo: a complicare le cose c’è il fatto che le truppe di Israele hanno occupato in modo stabile l’area meridionale del Libano, un tempo controllata da Hezbollah. Dopo essere entrati in territorio libanese, aver preso il controllo della regione a sud del fiume Litani, e aver spinto la popolazione a nord di esso, le truppe di Israele hanno fatto brillare i ponti sul fiume, con un’azione che da un lato ha isolato la zona dal resto del Paese e dall’altro ha reso tecnicamente impossibile il rientro dei profughi.
In questo quadro risulta difficile che Teheran accetti di buon grado di interrompere il sostegno ai suoi alleati di Hezbollah, senza almeno chiedere in cambio una cessazione delle ostilità da parte di Israele e il ritiro delle truppe israeliane dal sud del Paese.
+E adesso?*
Nelle ultime ore alcune voci, tra cui quella del Presidente francese Emmanuel Macron si sono levate per chiedere l’inclusione del tema Libano nelle trattative di pace. Al momento sembra difficile che il premier israeliano Benjamin Netanyahu decida di interrompere le operazioni nel Paese.
Questo soprattutto per ragioni di credibilità interna: le opposizioni infatti lo hanno duramente criticato per non aver giocato nessun ruolo nelle trattative tra Usa e Iran per il cessate il fuoco. E, nei fatti, l’impressione che la decisione del cessate il fuoco, gli sia volata sulla testa, c’è. Per questo, per non perdere credibilità, Netanyahu verosimilmente terrà il punto almeno sul Libano. Non solo: occorre anche ricordare che il prossimo autunno in Israele si vota. E il premier Netanyahu, ha bisogno di tenere compatta la sua base elettorale, che negli anni si è spostata considerevolmente a destra.