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Il vertice NATO in Turchia garantisce 70 mld all'Ucraina e rilancia la difesa strategica comune nonostante il caos scatenato da Trump

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Il vertice NATO in Turchia garantisce 70 mld all'Ucraina e rilancia la difesa strategica comune nonostante il caos scatenato da Trump

Cos’è successo

Il vertice della Nato, organizzato ad Ankara il 7 e 8 luglio, si conclude oggi con l'approvazione di una dichiarazione congiunta dai toni sostanzialmente positivi, nonostante i lavori siano stati pesantemente segnati dagli imprevedibili annunci di Donald Trump. Il presidente statunitense, infatti, ha scosso il summit dichiarando conclusa la tregua con l'Iran a seguito degli scontri della notte scorsa e lanciando duri attacchi frontali contro quasi tutti i partner tradizionali, con particolare durezza verso la Spagna per la spesa militare e la Danimarca per la gestione della Groenlandia, che secondo l’inquilino della Casa Bianca dovrebbe essere sotto il controllo americano.

In questo clima di profonda spaccatura transatlantica, il documento finale riflette lo sforzo collettivo degli alleati di salvare la coesione del Patto, riaffermando i pilastri della difesa comune e delineando una chiara strategia di modernizzazione industriale e tecnologica per rispondere alle minacce globali a lungo termine.

Perché conta

I punti salienti della dichiarazione finale definiscono i nuovi impegni, operativi e industriali, dell'Alleanza:

  • I capi di Stato e di governo hanno riaffermato l'incrollabile impegno per la difesa collettiva ai sensi dell'Articolo 5, quello che sancisce la mutua assistenza, ribadendo che la Russia rappresenta una minaccia a lungo termine per la sicurezza comune;
  • Gli alleati hanno annunciato nuovi acquisti militari per oltre 50 miliardi di dollari, impegnandosi ad ampliare la capacità produttiva collettiva e a eliminare le barriere commerciali interne nel settore della difesa;
  • È stato stanziato un pacchetto da 70 miliardi di euro per il 2026 in equipaggiamento militare, assistenza e addestramento all'Ucraina, con l'impegno di mantenere livelli equivalenti nel 2027 e il plauso al sostegno finanziario pluriennale della Ue;
  • Il piano di modernizzazione prevede investimenti mirati in attacchi di precisione in profondità, difesa aerea integrata, sistemi senza pilota e l'adozione di potenti modelli di intelligenza artificiale;
  • L'Alleanza ha ribadito che l’Iran non dovrà mai ottenere un'arma nucleare e ha chiesto il pieno rispetto della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

Adesso

  • Sul piano transatlantico emerge un progressivo riequilibrio dei pesi interni poiché gli alleati europei e il Canada, avendo già aumentato gli investimenti di oltre 139 miliardi di dollari nel 2025, si stanno assumendo una responsabilità sempre maggiore rispetto a un’America sempre più imprevedibile, se non ostile;
  • A livello internazionale la dichiarazione sembra rispondere all’esigenza di proteggersi in modo autonomo non solo all'aggressione russa ma anche alle minacce ibride e all'instabilità diffusa;
  • Nello scenario europeo si consolida l'obiettivo strategico di costruire un'Europa più forte in una Nato più forte, dimostrando nei fatti di aver raccolto – come auspicato anche dal segretario generale Mark Rutte – la sfida di Trump attraverso una ritrovata autonomia che permette al vecchio continente di iniziare a camminare con le proprie gambe.

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