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Il valore dei data center esposto a rischi climatici è di 388 miliardi, ma con lo sviluppo dell'AI potrebbe salire fino a 1.000-3.700 miliardi

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Il valore dei data center esposto a rischi climatici è di 388 miliardi, ma con lo sviluppo dell'AI potrebbe salire fino a 1.000-3.700 miliardi

Cos’è successo

Schneider Electric ha pubblicato il 21 luglio 2026 un nuovo studio, realizzato dal proprio Research Institute e da SE Advisory Services, che quantifica per la prima volta a livello di singolo impianto quanto valore patrimoniale dei data center resti esposto a rischi climatici non ancora riflessi nelle valutazioni finanziarie.

Lo studio stima che 388 miliardi di dollari, oltre un terzo (38%) del valore patrimoniale globale dei data center, rappresentano oggi un'esposizione climatica non prezzata. Applicando scenari di crescita prospettica dell'AI, questa esposizione potrebbe salire fino a un intervallo tra 1.000 e 3.700 miliardi di dollari, riflettendo la scala delle infrastrutture attualmente in pianificazione e costruzione.

Perché conta

  • Il rischio fisico per gigawatt risulta circa 2,6 volte più elevato negli impianti di nuova generazione dedicati all'AI rispetto al parco installato esistente, un dato legato soprattutto al maggiore impatto finanziario di un'interruzione operativa su scala più grande, un tema direttamente rilevante per la sottoscrizione business interruption;
  • L'esposizione varia in modo marcato per area geografica: Cina (56%) ed Europa (53%) risultano quasi doppiamente esposte all'erosione di valore rispetto a Stati Uniti (28%) e area APMEA (28%), un dato utile per calibrare le priorità di sottoscrizione geografica nel settore;
  • Lo studio collega esplicitamente questo tema al protection gap assicurativo: nel 2025 le perdite globali da catastrofi naturali hanno superato la copertura assicurata di circa 170 miliardi di dollari, un divario in crescita del 6-10% l'anno, segnalando che il rischio climatico sta uscendo sempre più dal perimetro della copertura assicurata proprio mentre cresce il valore patrimoniale esposto.

Adesso

  • Lo studio stima che investimenti proattivi in adattamento possano proteggere 150 miliardi di dollari di valore netto sul parco installato esistente, pari al 30-39% del valore esposto in ogni scenario testato, un dato utile per assicuratori e investitori nel valutare il rendimento di misure come PPA, raffreddamento a liquido, microgrid e scelta climaticamente informata dei siti;
  • Schneider Electric sottolinea che il rischio climatico non può essere prezzato senza misurarlo a livello di singolo impianto, e propone un modello di valutazione climaticamente aggiustato che traduce rischi fisici e di transizione in impatti sui flussi di cassa scontati, producendo stime verificabili scalabili da singoli asset a interi portafogli;
  • Per il settore assicurativo e riassicurativo, il modello rappresenta un potenziale strumento complementare ai modelli catastrofali tradizionali per la valutazione del rischio nei portafogli data center, un segmento già segnalato come area di crescita da Swiss Re nel proprio sigma insights di luglio 2026 sui rischi di accumulo di valore nei data center AI.

Fonte: https://www.se.com/ww/en/insights/sustainability/sustainability-research-institute/repricing-compute-economics-climate-risk-resilience-ai-era-capital/

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