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Il tifone Dolphin genera danni per 1,4 miliardi di euro in Cina, con appena la metà finora risarcita dalle assicurazioni

Cos’è successo
Il tifone Dolphin si è abbattuto il 9 agosto vicino a Yuhuan, nello Zhejiang, con venti sostenuti di 149 km/h: un evento equivalente a un uragano di categoria 2 secondo Moody's RMS. Allerte per alluvioni e frane sono rimaste attive fino all'11 agosto in otto province cinesi, tra cui Shanghai e Jiangsu.
Secondo Fang Yong, vicesegretario generale dell'Insurance Association of China, la perdita stimata è di 11,05 miliardi di yuan (circa 1,42 miliardi di euro), con 5,53 miliardi di yuan (circa 710 milioni di euro) già risarciti. L'impatto attraversa proprietà, cargo marittimo, construction all-risk, interruzione di attività e aviazione, in Cina e Filippine.
Perché conta
Dolphin non è un singolo sinistro ma un problema di accumulo su più rami assicurativi e due mercati contemporaneamente, che espone la sotto-assicurazione strutturale della regione.
- L'indice di resilienza assicurativa dell'Asia emergente si ferma al 5% secondo l'analisi sul protection gap di Swiss Re Institute di giugno 2026;
Nel 2025 l'Asia ha generato circa il 30% delle perdite economiche globali da catastrofi naturali, ma solo il 5% di quelle assicurate, secondo Swiss Re sigma (marzo 2026); - I premi assicurativi property in Cina valgono circa 1.470,3 miliardi di yuan (circa 188,5 miliardi di euro), l'1,05% del PIL nazionale, secondo l'Ufficio nazionale di statistica cinese.
Adesso
- Tropical Storm Risk prevede una stagione dei tifoni nel Pacifico nord-occidentale il 60% più intensa della media storica, con 20 tifoni attesi nel 2026;
- Il rischio resta elevato per Cina, Giappone, Filippine e Vietnam, con El Niño che rafforza le condizioni favorevoli ai cicloni;
- Da monitorare se l'accumulo di Dolphin su più rami e due Paesi spinga i riassicuratori a rivedere i modelli di esposizione per eventi composti transfrontalieri.