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Il target Ue di elettrificazione al 46% entro il 2040 richiederà investimenti da 1207 mld
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Cos’è successo
La Commissione europea ha annunciato un nuovo obiettivo di elettrificazione, che dovrà raggiungere il 46% dei consumi energetici totali entro il 2040. Il livello attuale è del 23% ed è fermo da un decennio.
Stando a Bruxelles, il raggiungimento del target dovrebbe garantire all’Unione europea un risparmio di 260 miliardi di euro all’anno per le importazioni di combustibili fossili, da cui il blocco è dipendente.
Perché conta
- Secondo la Commissione, l’elettrificazione permetterà contemporaneamente all’Unione di ridurre le emissioni di CO2, di migliorare la sicurezza energetica e di rafforzare la competitività economica. Oggi il blocco importa più dell’80% del petrolio e più del 90% del gas naturale che consuma;
- L’elettricità, però, non è una fonte di energia ma un vettore, cioè un “contenitore” dell’energia utilizzata per produrla. Può venire generata sia da fonti fossili (come il gas o il carbone) che da fonti “pulite” (come il nucleare, l’eolico, il solare o l’idroelettrico);
- Di conseguenza, se l’elettricità continuerà a essere prodotta da fonti fossili, l’obiettivo di elettrificazione al 2040 non avrà né risolto la dipendenza europea dalle importazioni né favorito la decarbonizzazione: avrà soltanto “spostato” il problema.
Adesso
- È generalmente vero che l’elettrificazione è una tendenza e che garantisce una maggiore efficienza rispetto ai sistemi a combustione diretta. Non è detto, però, che l’assunzione di un obiettivo rappresenti la strada migliore per accelerare questo processo. Nel concreto, l’elettrificazione dipende dalle preferenze dei cittadini e dalla convenienza economica di sostituire le automobili a benzina con quelle a batteria, o le caldaie con le pompe di calore;
- Oltre agli incentivi per la conversione della mobilità e dei riscaldamenti, l’elettrificazione richiederà ingenti investimenti sulle reti di trasmissione e distribuzione (chiamate a gestire un carico di lavoro maggiore) e sui servizi di bilanciamento (necessari a garantire che l’energia immessa sia sempre pari a quella consumata). La Commissione stima che siano necessari 1207 miliardi di euro entro il 2040;
- L’eventuale riduzione della dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili potrebbe venire sostituita dalla dipendenza dalle filiere industriali cinesi. La Cina domina i mercati dei minerali critici, dei magneti permanenti, dei pannelli fotovoltaici, delle batterie, dei componenti per l’eolico e degli inverter.