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Il segretario generale della Nato dichiara che il riarmo europeo sostiene ben 195mila posti di lavoro negli Usa

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Il segretario generale della Nato dichiara che il riarmo europeo sostiene ben 195mila posti di lavoro negli Usa

Cos’è successo

Il massiccio riarmo avviato dai Paesi europei garantirà nei prossimi anni circa 195mila posti di lavoro nel settore della difesa degli Usa grazie a un pacchetto di ordini da 300 miliardi di dollari. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in un'intervista esclusiva al Financial Times rilasciata alla vigilia del vertice dell'Alleanza ad Ankara, previsto per la prossima settimana. Si tratta di una mossa politica mirata a rassicurare Donald Trump e l'opinione pubblica americana sul fatto che l'Europa sta facendo la sua parte e che la Nato rappresenta un enorme vantaggio economico anche per Washington.

La notizia si inserisce nel quadro della visita ufficiale che Rutte compie oggi in Germania. Il viaggio capita in un momento cruciale: per Berlino il riarmo ha soprattutto una forte valenza industriale. Il governo tedesco sta infatti attraversando una difficile crisi economica e vede nella difesa l'occasione per avviare una riconversione produttiva. Per questo, sempre secondo il Financial Times, la Germania sta corteggiando gli Usa per ottenere le licenze necessarie a produrre le armi americane direttamente sul proprio territorio, cercando di agganciare la propria ripresa all'industria della difesa statunitense.

Perché conta

I dati raccolti dalla Nato mostrano le difficoltà pratiche e i dettagli di questo boom della spesa bellica:

  • Le spese per la difesa sono aumentate di 250 miliardi di dollari in due anni e le fabbriche occidentali non riescono più a stare dietro agli ordini, rendendo necessario aprire nuove linee di produzione e aumentare i turni di lavoro anziché alzare i prezzi;
  • Poiché alcune tecnologie militari si trovano soltanto negli Usa, i ritardi nelle consegne stanno spingendo molti Paesi dell'Ue a comprare armamenti fuori dall'area Nato, rivolgendosi soprattutto alla Corea del Sud, che offre tempi molto più rapidi;
  • Nonostante i recenti disaccordi sull'uso delle basi aeree europee durante la crisi con l'Iran, l'Europa resta la base logistica fondamentale per gli Usa, con oltre 5mila voli militari americani ospitati negli ultimi tempi.

Adesso

  • Se Washington accetterà la proposta della Germania di produrre armi americane sul proprio territorio, anche gli altri Paesi dell'Ue potrebbero chiedere accordi simili, cambiando il modo in cui l'Europa si rifornisce di materiale bellico;
  • Il fatto, evocato da Rutte, che i soldi europei finanzino quasi 200mila posti di lavoro americani sicuramente genererà nuove polemiche, dopo le affermazioni dello stesso segretario generale sull’impiego delle basi italiane per la guerra all’Iran;
  • La scelta di Berlino di puntare sulle fabbriche di armi per uscire dalla crisi potrebbe spostare molti investimenti industriali dai settori tradizionali dell'economia tedesca verso la produzione militare.

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