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Il Regno Unito stanzia 348 mld di euro per la difesa fino al 2030 con 5 mld per i droni e 55 per il nucleare

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Il Regno Unito stanzia 348 mld di euro per la difesa fino al 2030 con 5 mld per i droni e 55 per il nucleare

Cos’è successo

Il Ministero della Difesa britannico ha pubblicato oggi il tanto atteso (e ritardato) Defence Investment Plan (DIP) che alloca £297,7 miliardi (circa €348 miliardi) da qui al 2030. Il piano dà esecuzione alla Strategic Defence Review del 2025 e prevede £15 miliardi extra rispetto alla precedente Spending Review, con una crescita reale del budget del 27% calcolando il periodo 2023-2030. La spesa in difesa salirà quindi al 2,7% del PIL entro il 28 (dal 2,3% attuale), con l'impegno politico al 3% nella prossima legislatura e al 3,5% entro il 2035.

  • £5 miliardi per la “drone transformation” (droni armati, di sorveglianza e autonomi per tutti i servizi);
  • Sostituzione parziale delle grandi navi con almeno sei Common Combat Vessels (CCV) ibridi come hub per sciami di droni;
  • Cancellazione/forte ridimensionamento di Type 83 (cacciatorpediniere), Type 32 (fregate) e altri programmi tradizionali.
  • Forte enfasi sui seguenti temi: AUKUS (SSN-AUKUS), GCAP (£8,6 miliardi), munizioni, nuclear enterprise (£47 miliardi circa, in euro 55 mld) e persone (£78,5 miliardi, la voce più grande).

Perché conta

Il piano rappresenta un traguardo politico visto il complicato percorso che, tra l'altro, ha portato a numerose dimissioni e tensioni, incluso con partner internazionali (tra cui il Giappone) e scetticismo tra gli alleati NATO. Il piano rappresenta poi uno dei cambi strategici più radicali della difesa britannica da decenni: da grandi, costose e vulnerabili piattaforme con personale a bordo grandi si passa ad un modello distribuito, numeroso e a basso costo basato su droni, autonomia e guerra ibrida.

  • Il DIP riduce i costi di manutenzione di flotte tradizionali, accelera la prontezza operativa e risponde alle lezioni di Ucraina e Medio Oriente, ma crea rischi di gap di capacità navale convenzionale contro Russia e Cina;
  • Trasforma la difesa in “motore di crescita”, prevedendo la creazione di 60.000 posti di lavoro entro il 2029/30 con il 94% dei contratti assegnati a imprese UK.

Adesso

  • Il documento completo (80 pagine) è ora pubblico; il Parlamento lo esaminerà nelle prossime settimane, con il primo aggiornamento di consegna previsto a luglio 2027. Il Ministero della Difesa dovrà finalizzare contratti per CCV, droni e programmi autonomi, mentre vengono anche gestiti i tagli (Wildcat, Chinook Mk6A, Shadow R1, Type 23, SKYNET 6, MRSS);
  • Sul medio termine (2027-2035) il successo del DIP dipenderà dalla capacità di trasformare gli investimenti in capacità reali senza gap pericolosi: se la scommessa su droni, Hybrid Navy e nuove tecnolgoie (almeno 10% del budget equipment) funzionerà, il Regno Unito manterrà la sua posizione di leadership militare in Europa;
  • Molti analisti nutrono dubbi sia sul documento in sè che sui suoi contenuti. Gli aumenti di spesa non sono sufficienti, la trasformazione delle forze armate viene, per molti, usata come un trucco retorico per operare tagli, mentre i problemi del ministero della difesa e delle forze armate britanniche non vengono affrontati.

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