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Il quantum entra nella fase di mercato: crescita reale, ma su orizzonti lunghi e capital-intensivi

2 min di lettura

Cosa è successo?

Secondo il McKinsey – Quantum Technology Monitor 2025, il quantum ha superato la soglia della pura sperimentazione ed è entrato in una fase di sviluppo di mercato misurabile. I ricavi del quantum computing hanno raggiunto 650–750 milioni di dollari nel 2024 e sono attesi oltre 1 miliardo nel 2025, con una crescita annua intorno al 40%. Guardando più avanti, il mercato complessivo delle tecnologie quantistiche è stimato tra 28 e 72 miliardi di dollari entro il 2035 e tra 45 e 131 miliardi entro il 2040. Ancora più rilevante è il valore economico potenziale delle applicazioni di QC: tra 0,9 e 2 trilioni di dollari entro il 2035, concentrati soprattutto in energia e materiali, farmaceutica, finanza e trasporti/logistica. Gli investimenti nelle startup sono cresciuti di circa il 50% anno su anno nel 2024, arrivando a 2 miliardi di dollari, con una quota privata pari a circa il 66% ma con un forte aumento del finanziamento pubblico (+19 punti percentuali), trainato in particolare dal programma nazionale giapponese da 7,4 miliardi annunciato per il 2025. Parallelamente, il capitale si sta spostando verso realtà early-stage e player già maturi, riducendo l’esposizione sui soggetti a metà scala più rischiosi.

Perché è importante?

Questi dati indicano che il quantum non è più un “science bet”, ma un mercato di crescita a ciclo lungo, simile per struttura alle grandi infrastrutture tecnologiche del passato. L’elevata intensità di capitale, il ruolo centrale dello Stato e i tempi lunghi di ritorno rendono il quantum meno adatto a logiche di venture rapido e più vicino a modelli di investimento paziente e strategico. Allo stesso tempo, il valore potenziale downstream è enorme: una volta superate le soglie tecnologiche critiche, i guadagni di produttività possono propagarsi a interi sistemi industriali. Il rischio principale non è l’assenza di opportunità, ma l’incapacità di sostenere finanziariamente lo sviluppo fino al punto di maturità.

E adesso?

La competizione si sposta sulla resistenza nel tempo più che sulla velocità iniziale. I vincitori saranno le imprese e i Paesi in grado di garantire continuità di finanziamento su orizzonti decennali, integrare il quantum negli stack tecnologici esistenti e monetizzare applicazioni concrete prima ancora della piena fault tolerance. In questa fase, il vantaggio competitivo deriva dalla capacità di combinare capitale, politica industriale e casi d’uso mirati, accettando che il ritorno non sarà immediato ma potenzialmente trasformativo.

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