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Il Pentagono dispiega 50 strutture mobili per gestire documenti classificati e farvi accedere anche le piccole imprese della Difesa

Cos’è successo
Il Department of War ha lanciato la Secure Space Network: un'iniziativa volta a progettare, produrre e dispiegare circa 50 Sensitive Compartmented Information Facilities mobili e i relativi sistemi informativi su tutto il territorio USA. Le SCIF sono postazioni in grado di garantire sia l'accesso a informazioni classificate che la loro sicurezza -- requisito essenziale per tutte le aziende che lavorano nel mondo della difesa e che, spesso, ne ostacola il lavoro.
Un'organizzazione, privata o pubblica, grande o piccole, che opera con documenti "classificati" deve infatti rispettare requisiti specifici per poter ricevere, distribuire e conservare questi documenti. Questi requisiti sono particolarmente impegnativi in quando oltre a verifiche sul personale richiedono anche strutture e capacità apposite: ambienti protetti dall'intercettazione elettronica e acustica, reti digitali protette, barriere fisiche all'accesso. Per le grandi organizzazioni, dalle agenzie del Pentagono ai grandi contractor, questa è la norma. Per piccole e medie aziende, adeguarsi a questi requisiti è estremamente costoso.
Perché conta
- L'iniziativa punta a togliere uno dei principali ostacoli all’ingresso delle aziende (soprattutto medie e piccole) nel lavoro classificato essenziale per operare nel mondo della difesa: l’accesso fisico a spazi accreditati SCI/SAP. Oggi chi infatti non ha un SCIF proprio o un partner industriale con strutture adeguate resta tagliato fuori da sviluppo, collaborazione e produzione su qualsiasi programma militare -- anche se possiede competenze tecniche;
- La rete regionale dovrebbe consentire a molti più fornitori di partecipare a design e produzione classificati senza trasferirsi a Washington o dipendere da un unico contraente principale. Ciò merita attenzione perché la base industriale non scala solo con le risorse finanziarie: scala anche se più aziende possono accedere agli ambienti classificati;
- 50 SCIF mobili abbassano la barriera d’ingresso per aziende innovative interessate ad entrare negli ambiti del munizionionamento, spazio, C2 e software. È il complemento "soft" dei maxi-contratti Lockheed: domanda certa + accesso fisico al secretato. Soprattutto, è un altro tassello fondamentale della rivoluzione tecnologica nel campo militare voluta dall'attuale amministrazione.
Adesso
- Per quanto riguarda gli Stati uniti, dopo gli annunci, restano da definire accreditamento, priorità geografiche, modalità (chi prenota gli slot e come si evita che i prime monopolizzino comunque le strutture);
- Se l'iniziativa funzionerà in tempi rapidi, più startup e piccole e medie imprese entreranno nella base industriale della difesa, favorendo la rivoluzione tecnologica che l'amministrazione Trump vuole promuovere;
- Per gli alleati europei è un'arma a doppio taglio. Da una parte, il precedente è utile: senza spazi sicuri diffusi, anche le iniziative europee (come SAFE/EDIP e DIANA) non possono portare i risultati sperati. Sarebbe dunque importante seguire a ruota. Ma se ciò non avvenisse, anche in tempi rapidi, il rischio evidente è di osservare nel mondo della difesa quanto visto negli ultimi decenni nel mondo digitale: mentre le start-up americane crescono dimensionalmente e diventano attori di primo piano, quelle europee non riescono a scalare dunque finendo per essere divorate dal mercato.