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Il Pentagono chiede 80 mld di dollari al Congresso per coprire i costi della guerra all’Iran

Cos’è successo
Il dipartimento della Difesa americano, ribattezzato dipartimento della Guerra dall’attuale amministrazione repubblicana, si trova ad affrontare una grave crisi di liquidità a causa delle imponenti spese militari impreviste della guerra nel Golfo. Il vicesegretario alla Difesa, Stephen Feinberg, ha avvertito i parlamentari che i fondi per le operazioni rischiano di esaurirsi entro l'estate.
Secondo quanto riferisce il Wall Street Journal, l'amministrazione di Donald Trump si prepara a presentare al Congresso una richiesta di stanziamento supplementare da 80 miliardi di dollari, necessaria non solo a coprire i costi del conflitto in Iran iniziato il 28 febbraio, ma anche a finanziare il dispiegamento di truppe al confine meridionale Usa e altre emergenze civili. La manovra, tuttavia, incontra una forte resistenza a Capitol Hill, dove i democratici contestano la legalità di una guerra mai formalmente autorizzata dal Congresso e i repubblicani faticano a compattare la maggioranza.
Perché conta
Il Pentagono deve fare i conti con il rapido esaurimento delle scorte e dei fondi interni:
- I leader militari temono che il consumo di munizioni di grande valore nelle operazioni in Iran possa compromettere la capacità Usa di rispondere ad altre minacce globali;
- L’esempio classico è quello di un’ipotetica offensiva su Taiwan da parte della Cina, che potrebbe approfittare della situazione per chiudere quella partita;
- Senza un voto favorevole del Congresso, i servizi della Difesa saranno costretti a tagliare drasticamente le esercitazioni di addestramento e altre priorità strategiche.
Adesso
- La Casa Bianca dovrà mediare con una maggioranza repubblicana risicata, in entrambi i rami del Congresso, affrontando l'ostruzionismo dei democratici che ritengono illegale il conflitto in Iran;
- L'approvazione dei fondi extra inciderà sul clima politico in vista delle imminenti elezioni di Midterm, polarizzando il dibattito pubblico su una guerra definita dalle opposizioni come fortemente impopolare;
- Sul piano internazionale, la forte pressione sulle risorse militari Usa e le frizioni con gli alleati Ue sul posizionamento delle truppe rischiano di alterare gli equilibri globali di deterrenza nei confronti di potenze rivali.