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Il "no alla guerra" di Sánchez vale un corridoio nel Golfo Persico
Il "no alla guerra" di Sánchez vale un corridoio nel Golfo Persico
Cosa è successo?
L'Iran garantisce alle navi con interessi spagnoli il libero transito attraverso lo Stretto di Hormuz. Il trattamento preferenziale è la risposta diretta alla posizione del premier Pedro Sánchez: opposto alla coalizione militare guidata da Washington, ha vietato l'uso delle basi di Rota e Morón alle operazioni contro l'Iran e si è imposto come principale voce europea critica della strategia americana di "massima pressione". Il canale è sotto il controllo delle Guardie rivoluzionarie iraniane, che dall'inizio del conflitto hanno adottato una strategia di blocco selettivo: lo stretto è aperto a tutti tranne a chi Teheran considera nemico. Attraverso quel passaggio transita circa il 20% del petrolio mondiale e il 19% del gas naturale liquefatto globale, numeri che spiegano perché la posizione della Spagna, vantaggiosa sul piano energetico, sia al tempo stesso esplosiva su quello politico.
Perché è importante
Il caso spagnolo apre un precedente inedito: un paese membro della NATO ottiene da un regime avversario dell'Occidente un accesso privilegiato a una via di navigazione strategica, in cambio di una posizione politica di fatto neutrale. La Casa Bianca ha già minacciato dazi sui prodotti spagnoli e il ritiro della cooperazione di intelligence. Israele considera la posizione di Sánchez una "ricompensa per il terrorismo di Stato iraniano" e ha congelato le relazioni diplomatiche. Il dilemma è strutturale: il vantaggio commerciale immediato è reale, ma viene garantito da un regime che nei primi mesi dell'anno ha causato circa trentamila morti. Per gli alleati atlantici, accettare benefici da Teheran significa incrinare la coesione dell'Occidente proprio nel momento in cui la guerra la mette alla prova.
E adesso?
Il ministro degli Esteri José Manuel Albares ha avviato un viaggio in Algeria per firmare nuovi contratti energetici e ridurre la dipendenza dalle forniture che transitano per Hormuz. La conferma ufficiale del trattamento preferenziale iraniano trasformerebbe quello che oggi è un vantaggio tattico in una crisi diplomatica aperta: gli alleati NATO potrebbero chiedere a Madrid di scegliere tra il passaggio per Hormuz e la solidarietà atlantica. Sul fronte interno, Sánchez gioca la carta della politica estera in un momento di difficoltà: il Partito Socialista ha perso tre elezioni regionali da inizio anno e la popolarità del premier è in calo. La partita si gioca su due tavoli, quello energetico e quello atlantico, e Madrid, per ora, cerca di tenerli entrambi aperti.