News & BusinessAssicurazioni
Il mondo ha già superato 1,5°C di riscaldamento, aumentando il rischio di collasso per Amazzonia, calotte glaciali e circolazione atlantica

Cos’è successo
Il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP) ha pubblicato, in un report ripreso dal Global Shield Briefing di settembre 2026, un'analisi sulle implicazioni del superamento della soglia di 1,5°C di riscaldamento globale rispetto ai livelli preindustriali. La direttrice esecutiva UNEP Inger Andersen ha dichiarato che "non esistono esiti positivi se restiamo sopra 1,5°C", sottolineando che le ondate di caldo estremo già in corso stanno dimostrando come gli impatti climatici colpiranno più rapidamente, con maggiore intensità e più a lungo, costando più vite e causando disgregazioni più profonde.
Perché conta
- Il report anticipa che l'intensificarsi di eventi meteorologici estremi, la perdita di ecosistemi e i danni gravi alla salute umana si accompagneranno a un deterioramento diretto di sicurezza alimentare, risorse idriche e infrastrutture, un quadro che collega esplicitamente il superamento della soglia climatica a canali di rischio già monitorati separatamente dal settore assicurativo nel corso dell'anno (protection gap cat-nat, rischio caldo estremo, volatilità dei prezzi agricoli);
- UNEP segnala un rischio crescente di punti di non ritorno irreversibili per sistemi globali critici, tra cui le calotte glaciali dell'Antartide occidentale e della Groenlandia, la circolazione atlantica meridionale (AMOC) e la foresta amazzonica, sistemi il cui collasso "ridisegnerebbe il mondo per sempre", un livello di rischio sistemico che va oltre gli orizzonti temporali tipici della modellazione assicurativa tradizionale;
- Il report si inserisce in un contesto in cui il tema della sicurezza alimentare è salito anche all'agenda del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite secondo lo stesso briefing, un segnale di quanto l'interconnessione tra rischio climatico, sicurezza alimentare e stabilità geopolitica stia guadagnando centralità nelle sedi istituzionali internazionali.
Adesso
- Il report UNEP rafforza l'urgenza già segnalata da altre fonti nel corso dell'estate 2026, dall'allarme Onu sul rafforzamento di El Niño alle previsioni Wmo su un nuovo possibile anno record di caldo entro il 2030, un quadro cumulativo che continua a spingere verso l'alto le proiezioni di rischio fisico climatico su cui si basano i modelli catastrofali assicurativi;
- Per il settore assicurativo e riassicurativo, il collegamento esplicito tra superamento di 1,5°C e rischio di tipping point sistemici irreversibili rappresenta un tema di attenzione crescente per la modellazione degli scenari di rischio climatico di lunghissimo periodo, un orizzonte che va oltre la tradizionale pianificazione annuale o pluriennale del settore;
- Il report si aggiunge ad altre fonti istituzionali che nel corso del 2026 hanno progressivamente spostato l'attenzione dal rischio climatico come fenomeno graduale a rischio sistemico con soglie di non ritorno, un cambiamento di framing che potrebbe influenzare nei prossimi mesi anche il dibattito europeo su un meccanismo di risk-sharing cat-nat e sul futuro Quadro Europeo di Adattamento Climatico atteso entro fine 2026.
Fonte: https://www.globalshieldnewsletter.com/p/global-shield-briefing-september