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Il ministero della Difesa di Mosca ha approvato l’addestramento segreto in Cina di almeno 200 militari russi sotto la supervisione di 4 generali

Cos’è successo
Un programma segreto per consentire l’addestramento specializzato di circa 200 militari russi in Cina è stato approvato direttamente dal ministro della Difesa di Mosca, Andrei Belousov, tramite un decreto interno siglato nell'agosto del 2025. Lo rivela un'esclusiva dell'agenzia Reuters, basata su documenti riservati russi e confermata da fonti d'intelligence europee. L'operazione non è stata quindi un'iniziativa isolata di reparti minori, ma un piano strategico strutturato ai massimi livelli istituzionali che ha visto il coinvolgimento diretto e la firma di almeno 4 generali russi e cinesi, tra cui il colonnello generale Rustam Muradov per il Cremlino e il maggior generale Li Jinsun per Pechino.
Nonostante le ferme smentite del governo cinese, che continua a dichiararsi neutrale nel conflitto ucraino e bolla i report come calunnie, l'alto profilo dei firmatari dimostra l'importanza politica e militare che i due Paesi attribuiscono a questa collaborazione. La notizia ha scatenato l'allarme immediato a Bruxelles, dove il capo della politica estera dell'Istituzione, Kaja Kallas, ha confermato che l'Ue ha verificato lo svolgimento dei corsi tramite i propri canali e sta ora valutando le implicazioni di un'azione coordinata da vertici così alti.
Perché conta
- Il programma per i 200 militari, di cui Reuters aveva dato notizia già in precedenza, si è concentrato su settori ad altissima sensibilità come la guerra radiologica, biologica e chimica a Pechino, dove i soldati russi, poi in parte inviati sul fronte ucraino, hanno studiato modelli di reattori nucleari e tecniche di decontaminazione sotto la guida di istruttori cinesi;
- Negli ultimi anni di conflitto Pechino ha garantito a Mosca una solida e costante sponda politica e diplomatica internazionale, difendendo l'alleato nei consessi globali e contrastando l'isolamento e le sanzioni occidentali;
- Pur evidenziando la totale mancanza di esperienza sul campo della Cina, che non combatte una guerra da decenni, i rapporti militari russi lodano l'elevatissimo livello tecnologico delle strutture cinesi, l'efficacia dei simulatori e la preparazione teorica degli istruttori dell’Esercito popolare di liberazione (ossia l’esercito cinese).
Adesso
L’eventuale conferma definitiva di questa assistenza bellica diretta, per quanto difficile da ottenere, cambierebbe radicalmente gli equilibri diplomatici:
- L’Ue si troverebbe “costretta” a superare la tradizionale lente puramente commerciale nei rapporti con Pechino, modificando drasticamente le priorità di scambio con il suo secondo partner globale per colpire quello che ora è considerato un facilitatore decisivo della guerra;
- Scatterebbe un’inevitabile ondata di sanzioni secondarie europee e statunitensi non più confinate a singole aziende, ma estese all'intero apparato industriale e finanziario cinese, innescando una pericolosa escalation di dazi e ritorsioni commerciali;
- Anche gli Stati Uniti, che considerano la Russia un avversario nel breve termine ma la Cina un competitor di lungo periodo, potrebbero prendere provvedimenti.