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Il governo punta ad alzare a 100 mila euro la flat tax mentre la Commissione Ue chiede di rivedere i regimi speciali per gli autonomi

Cos’è successo
Il ministro Giancarlo Giorgetti ha dichiarato di voler alzare la soglia del regime forfettario da 85.000 a 100.000 euro, nonostante un richiamo della Commissione Europea chieda all'Italia di rivedere i regimi speciali per gli autonomi. Il ministro dell'Economia lo ha detto il 9 settembre a un evento della Lega, che vuole la misura nella Manovra 2027, l'ultima prima dell'elezioni.
Il regime forfettario tassa al 15% una quota fissa dei ricavi e include un'esenzione dall'Iva. Per Bruxelles questi regimi indeboliscono la progressività ed erodono la base imponibile; il Fondo Monetario Internazionale ne ha chiesto l'eliminazione per questioni di equità fiscale e gettito. Giorgetti ha definito il tetto Iva europeo "piuttosto astruso e ingiustificato" e vuole negoziarlo.
Perché conta
Il nodo non è solo quante tasse paghiamo, ma anche l'equità del fisco. La Commissione scrive che una tassa del 15% per i guadagni sotto 85.000 euro degli autonomi disincentiva la crescita e incentiva l'utilizzo delle finte partite iva.
Alzare il tetto riduce ancora la progressività del sistema fiscale visto che un dipendente con uno stipendio da 100.000 euro lordi versa circa 33.000 euro tra Irpef e addizionali; un professionista forfettario con gli stessi 100.000 euro di compensi ne verserebbe circa 8.650. L'Irpef resta progressiva solo per i dipendenti. E questa misura aiuterebbe dei professionisti con entrate elevate a un costo molto alto per la collettività in un momento dove il governo deve far fronte alla procedura per deficit eccessivo, seppur sospesa.
- Il regime costa 3,4 miliardi in minor gettito nel 2025, da 2,7 nel 2022 (Corte dei Conti); il salto da 65.000 a 85.000 euro è costato 495 milioni più del previsto nel 2024;
- Nel Piano strutturale di bilancio l'Italia si è impegnata a tagliare le tax expenditures di circa 7,5 miliardi entro il 2028 rispetto al 2019: l'estensione va in senso opposto;
- Sì, ma: metà dei forfettari fattura meno di 20.000 euro e il reddito medio è 17.177 euro (Corte dei Conti). I 100.000 euro non toccano la platea di massa: premiano la fascia di professionisti con entrate molto alte rispetto alla media.
Adesso
- 22 settembre: l'Istat aggiorna i dati su Pil, deficit e debito. Entro il 15 ottobre il Documento programmatico di bilancio viene inviato a Bruxelles, entro il 20 avremo il ddl in Parlamento. Se i 100.000 euro entrano nel testo, la relazione tecnica dovrà quantificare i costi e trovare le coperture;
- Entro il 30 novembre la Commissione dà il parere sul Dpb. Il percorso concordato consente una crescita della spesa netta dell'1,9% nel 2027, dopo l'1,6% del 2026: il margine esiste, ma l'estensione compete con salari, pensioni, energia e difesa dentro lo stesso tetto, e contraddice l'impegno sulle tax expenditures;
- Il tetto Iva è nella direttiva 2020/285 e cambia solo all'unanimità del Consiglio. La via tecnica è sdoppiare la misura, 15% fino a 100.000 euro e Iva ordinaria sopra 85.000, o rinviarla alla campagna 2027. La prima costa; la seconda costa zero. Le misure per i giovani (flat tax sugli aumenti, Irpef al 5% per gli under 30) seguono la stessa logica: aliquote sostitutive, non un'Irpef più leggera per tutti.