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Il governo polacco pronto a usare i fondi SAFE per costruire un sistema antidroni
Cosa è successo
Il governo polacco guidato da Donald Tusk ha fatto sapere di avere intenzione di finanziare la costruzione del suo sistema anti droni (denominato "San" e del valore di 3,5 miliardi di euro) finanziandolo con i fondi UE del fondo SAFE, nonostante il presidente euroscettico Karol Nawrocki abbia posto il veto sui finanziamenti, sostenendo che il debito sarebbe troppo oneroso e che darebbe a Bruxelles troppa influenza sulla sicurezza nazionale.
L’idea dell’esecutivo è quella di aggirare il veto presidenziale convogliando i fondi direttamente in un fondo dell'esercito già esistente, manovra che non richiederebbe l'approvazione presidenziale.
Perché è importante
Per due ragioni:
l’avvio del sistema antidroni in Polonia potrebbe verosimilmente costituire l’ossatura e il primo tassello del ‘muro anti droni’ ipotizzato da Ursula von der Leyen nel discorso sullo Stato dell’Unione dello scorso settembre. Il fatto che questo muro prenda il via proprio dalla Polonia è significativo sia dal punto di vista geografico, sia da quello militare, dal momento che, ad oggi, la Polonia è il Paese europeo che sta investendo di più sulla Difesa. Nell’ambito NATO, la Polonia è il Paese che investe la pencentuale di PIL maggiore.
lo scontro istituzione all’interno del Paese rispetto all’uso dei fondi UE è sintomatica della profonda spaccatura politica ed elettorale che vi si sta verificando da anni; le elezioni politiche sono state vinte da Piattaforma Civica di Donald Tusk, che è su posizioni profondamente europeiste, mentre le successive presidenziali sono state vinte dal partito Diritto e Giustiza, radicalmente anti-Ue.
E adesso?
Verosimilmente il progetto SAN proseguirà. Ma allo stesso tempo è verosimile che diverrà tema di dibattito politico interno, il che potrebbe avere un grande rilievo nell’ottica delle elezioni del prossimo anno.