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Il Decreto sicurezza diventa legge, poi viene subito corretto dal Cdm sui rimpatri volontari assistiti

Cosa è successo
L'Aula della Camera ha approvato in via definitiva il decreto sicurezza con 162 voti favorevoli, 102 contrari e 1 astenuto, convertendolo in legge. Nel giro di pochi minuti, il Consiglio dei Ministri, presieduto dal vicepresidente Antonio Tajani e durato una decina di minuti, ha approvato un decreto correttivo recante "Disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti", su proposta della Presidente Meloni, del Ministro dell'Interno Piantedosi e del Ministro dell'Economia Giorgetti. I due testi sono stati inviati contestualmente alla firma del Capo dello Stato.
Il decreto correttivo interviene sull'articolo 30-bis del decreto sicurezza, introdotto durante l'iter al Senato, che prevedeva un compenso di circa 615 euro al rappresentante legale del cittadino straniero che accedesse a un programma di rimpatrio volontario assistito.
Perché è importante
La giornata ha sancito la chiusura di una settimana di alta tensione politica e istituzionale. La norma sui rimpatri volontari assistiti aveva sollevato rilievi dal Quirinale e innescato un acceso dibattito, con le opposizioni che avevano denunciato un «pasticcio istituzionale» senza precedenti: una norma approvata e corretta quasi in simultanea. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato l'approvazione del decreto come "un altro passo concreto per rafforzare la tutela dei cittadini" e per affermare che «in Italia la legalità non è negoziabile".
E adesso?
- I due testi, la legge di conversione del decreto sicurezza e il decreto correttivo sui rimpatri, sono ora sul tavolo del Presidente della Repubblica per la firma e la successiva promulgazione. Sul fronte dei rimpatri volontari assistiti, i criteri operativi per l'individuazione dei soggetti abilitati e per la corresponsione dei compensi saranno definiti con un apposito decreto del Ministro dell'Interno.