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Il Cdm approva il decreto-legge con misure urgenti su giustizia e attuazione del patto Ue su migrazione e asilo

Cos’è successo
Il Consiglio dei ministri ha approvato questa settimana, su proposta della presidente Giorgia Meloni e dei ministri Carlo Nordio (Giustizia), Matteo Piantedosi (Interno), Antonio Tajani (Esteri) e Tommaso Foti (Affari europei, Pnrr e politiche di coesione), un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di giustizia e per l'attuazione del patto dell'Unione europea sulla migrazione e l'asilo del 14 maggio 2024. Il provvedimento si articola in due grandi blocchi di intervento.
Sul fronte giustizia, il decreto ridisegna la disciplina dell'esame di Stato per l'accesso alla professione di avvocato, che si svolgerà in un'unica sessione annuale con due prove scritte in presenza e una prova orale. Sono inoltre prorogati alcuni termini sul giudice per le indagini preliminari in composizione collegiale, sulle infrastrutture digitali interdistrettuali per le intercettazioni e sull'entrata in vigore delle norme relative al Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie. Sul versante migrazione e asilo, il provvedimento adegua l'ordinamento nazionale alle direttive e ai regolamenti europei, disciplinando le fasi di manifestazione di volontà, registrazione e formalizzazione della domanda di protezione internazionale, l'accesso al lavoro dei richiedenti, l'obbligo di residenza, le misure alternative al trattenimento, le procedure accelerate e di frontiera e il sistema Eurodac.
Perché conta
- Il provvedimento interviene contestualmente su due ambiti rilevanti per l'agenda del governo, con un impatto significativo sia sull'organizzazione della giustizia sia sulla gestione dei flussi migratori, in vista dell'entrata in vigore del nuovo quadro europeo.
Adesso
- Il decreto-legge dovrà essere convertito in legge dal Parlamento.