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Il 95% dei capitali nelle start-up assicurative va all'intelligenza artificiale e nasce il ramo dei rischi digitali
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Cos’è successo
Nel primo trimestre del 2026 gli investimenti in insurtech focalizzate sull'AI hanno raggiunto 1,63 miliardi di dollari, pari al 95,2% di tutti i finanziamenti del settore. È il dato centrale dell'ultimo Global InsurTech Report di Gallagher Re, dedicato ai rischi digitali. Il capitale non si concentra solo su strumenti per rendere più efficienti sottoscrizione e liquidazione, ma anche su prodotti pensati per assicurare l'AI stessa.
Perché conta
Sta nascendo un nuovo ramo assicurativo, con una traiettoria che ricorda quella del cyber.
- Gallagher Re prevede che cyber, responsabilità professionale e responsabilità da AI convergano in un'unica linea di business, i "Digital Risks";
- I primi prodotti esistono già: Munich Re ha introdotto garanzie sulla performance dei modelli AI, mentre operatori più giovani come Testudo e Armilla puntano sulla responsabilità verso terzi delle aziende che usano sistemi AI;
- A spingere la domanda è il contenzioso: oltre 200 cause attive legate ad AI e machine learning stanno ridefinendo le coperture, tra bias algoritmici, discriminazione, output errati e uso non autorizzato di dati e proprietà intellettuale.
Adesso
- Il principale ostacolo resta la misurazione: secondo Gallagher Re, i benchmark usati dall'industria tech, basati su test standard su dataset statici, non servono a stimare le perdite reali;
- Gli assicuratori si aspettano di rispondere con un mix di nuove polizze specifiche, endorsement dedicati, questionari di rinnovo aggiornati ed esclusioni, con più peso alla governance dell'AI in fase di sottoscrizione;
- Per i grandi gruppi europei la partita si gioca sulla capacità di accumulare dati sui sinistri prima dei concorrenti, come avvenuto nella prima fase del mercato cyber.